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venerdì 11 aprile 2014

A spasso nella marineria

Questa mattina, nell'ambito del progetto Rimini Soul Mare, ho accompagnato 43 bambini di terza elementare, a conoscere il porto e la marineria di Rimini. E' stata un po' una scommessa, perché sono tematiche che amo molto ma delle quali non sono propriamente un esperto. Ho dovuto studiare un bel po' (però con grande soddisfazione) e costruire un percorso che comprendesse storia e presente, notizie, curiosità e informazioni che pochi conoscono davvero, e figuriamoci i bambini.
Siamo partiti dai cantieri navali (non siamo entrati però), poi alla darsena a visitare la barca storica "Amarcord", grazie all'Associazione "Vele al Terzo", poi di nuovo sul lungo porto e via verso il mercato ittico, che abbiamo potuto visitare grazie al direttore, sig. Capello. 
Poi lunga passeggiata alla scoperta dei pescherecci (strascico, volanti, turbosoffianti, eccetera), pausa al ponte della Resistenza, e poi giù fino al Faro, con cenni di storia del porto di Rimini, una storia lunghissima e varia, e interessantissima per il rapporto "contrastato" e problematico con il fiume Marecchia.
I bambini, della scuola il Cammino, sono stati grandiosi. Hanno camminato per tre ore, e per più di 2 km, sempre attenti e curiosi. Credo si siano divertiti e di certo hanno scoperto e imparato un sacco di cose che hanno sotto agli occhi da sempre, ma che non conoscevano.
Io ho vinto la mia scommessa: raccontare il porto e la marineria ai bambini si può fare ed è molto divertente.

giovedì 23 gennaio 2014

Disastro a orologeria?

L'eurodeputato Andrea Zanoni riporta la notizia che le prospezioni geologiche condotte in Adriatico negli ultimi mesi stanno giungendo al termine. Ne avevo parlato qui. Nella mappa qui di fianco vedete la "griglia" dei passaggi della nave Northern Explorer.
Qui la pagina dedicata a questo survey dalla compagnia Spectrum che l'ha condotto.

Bene. La notizia, pessima, è che il petrolio c'è. E non è poco.
Riprendo quelle che scrive Zanoni: "Nonostante i dati precisi non siano ancora stati diffusi, sembra che le scorte petrolifere sottomarine ammontino a 2,87 miliardi di barili. Secondo informazioni riportate dal Vecernji list di Zagabria, ci sarebbe la possibilità di attivare circa venti centri estrattivi su piattaforma.
La scoperta dei giacimenti ha già mobilitato le principali compagnie petrolifere mondiali alla corsa all’oro nero e al gas. La procedura per le concessioni petrolifere dovrebbe iniziare già nel primo semestre di quest’anno, mentre il Governo croato starebbe già valutando l’offerta economicamente più vantaggiosa.
L’operazione, secondo le fonti del Vecernji list, porterebbe nelle casse della Croazia fino a 1 miliardo e 300 milioni di euro in quattro anni."

Qui la notizia data dall'ANSA di ieri.

Ne parlavo proprio domenica, alla conferenza al Museo di Cattolica. L'Adriatico è piccolo, stretto fra le terre e con un volume di acqua risibile. Provate a immaginare cosa succederebbe se ci fosse un incidente con una piattaforma, o con una petroliera, in budello lungo e stretto, e piccolo, come il nostro mare.
Sarebbe la fine. Una distruzione totale.

Spero che le notizie che ieri hanno iniziato a circolare siano un'esagerazione e che la situazione sia meno appetibile per le compagnie, anche se la stessa Spectrum dice che "l'Adriatico orientale è senza dubbio molto attraente per le corporazioni internazionali dato che il mare non è molto profondo, fatto che riduce notevolmente il costo delle piattaforme per l'estrazione, in paragone ad altre parti del mondo, come in Africa o in Brasile."

Incrociamo le dita.

venerdì 17 gennaio 2014

A Cattolica "Il mare delle sorprese"

Domenica alle 17 sarò a Cattolica, al Museo della Regina, con la mia conferenza "Il mare che non ti aspetti", per l'occasione ribattezzata "Il Mare delle sorprese".

Ecco quello che scrive il Museo:
Domenica 19 gennaio prosegue la seconda serie di conferenze riunite sotto il titolo generale Il Museo studia; all'interno del breve ciclo Il mare che non ti aspetti, si colloca la conferenza di Marco Affronte, naturalista e divulgatore, il cui protagonista sarà il mare Adriatico, la sua originalità, la sua vita e biodiversità.
Il nostro è infatti un mare particolare. Stretto fra coste densamente popolate, poco profondo, gli viene attribuita essenzialmente una "vocazione" turistica, economica (è uno dei mari più pescati al mondo), commerciale, come via di ingresso per le merci che arrivano dal Mediterraneo. 
Ma l'Adriatico è una culla di biodiversità, un bacino ricco di vita che dà rifugio anche a specie simbolo della conservazione: delfini, squali, tartarughe marine. Una ricchezza che richiede protezione e tutela, e che è decisamente poco conosciuta.
Il racconto di Marco Affronte si snoderà principalmente attraverso delle storie: storie fuori dal comune, aneddoti, testimonianze di prima mano, situazioni vissute in prima persona da un naturalista che si occupa di Adriatico da oltre 15 anni. Seguiremo, attraverso le immagini e i racconti, le cronache di eventi eccezionali: la prima megattera mai avvistata in Adriatico, l’invasione degli enormi squali elefante nelle acque romagnole del 2001, delfini che lottano per la vita fra le mani dei loro soccorritori, il capodoglio spiaggiato a Rimini nel gennaio 2005, le decine di tartarughe marine ricoverate presso un Ospedale a loro dedicato e poi rilasciate in mare, giganteschi pesci luna che vengono a morire sulla spiaggia, i due delfini, madre e figlia, trovati nel porto di Ancona a giugno 2005, la storia di Andrea, il delfino che cercava la compagnia degli esseri umani.
Storie e racconti di un mare che sorprende, testimonianze di un Adriatico diverso e poco conosciuto, accompagnati da riflessioni su quanto dovremmo e potremmo fare per proteggere una ricchezza che appartiene a tutti noi.


giovedì 19 dicembre 2013

Altamarea in tv

Domattina, alle 11, al Museo della Marineria di Cesenatico ci sarà la conferenza stampa di presentazione della nuova trasmissione di San Marino RTV, "ALTAMAREA – Storie di Mare e di Marinai".

Un programma nato per raccontare il mare, la sua gente, le memorie di chi per tutta la vita ha “cavalcato le onde”, le emozioni di chi ogni giorno “molla gli ormeggi” o di chi, con entusiasmo e passione, si appresta a farlo.

In 14 puntate, della durata di 10 minuti ciascuna, offre ai suoi telespettatori altrettante storie coinvolgenti, capaci di trasportare nel difficile mondo marinaro degli anni a cavallo del secondo conflitto mondiale, passando dalle evoluzioni di una professione totalizzante come quella del pescatore o gli sviluppi turistici del mare, arrivando fino ai giorni nostri.
14 puntate che hanno per protagonisti vecchi lupi di mare, marinai imbarcati sulle grandi navi mercantili o sui rimorchiatori, maestri d'ascia, ufficiali delle Capitanerie di Porto, scienziati ed esperti della biologia marina, insieme con chi vede e vive il mare affacciato sulla battigia.

Posso dire di essere davvero orgoglioso di essere fra i personaggi intervistati e dunque protagonisti di queste Storie di Mare.

Qui puoi leggere il comunicato stampa completo con l'elenco di tutti i personaggi intervistati.

sabato 7 dicembre 2013

Museo della Marineria di Cesenatico: una bella storia

Non ricordo quando ho visitato per la prima volta il Museo della Marineria di Cesenatico. E' stato qualche anno fa, e ci sono capitato per caso, non sapevo esattamente dove fosse (forse neanche che ci fosse...).
D'altra parte, credo abbia aperto i battenti nel 2005 o giù di lì.

E' un posto che ti cattura già dalla prima visita, o almeno a me è successo così. E si trova in uno dei luoghi dove più mi piace passeggiare: il porto di Cesenatico. Il Museo è dedicato alla marineria; entri e ti trovi in un mondo fatto di legno, storia, lavoro, tradizione, strumenti e persone. E mare.
Entri e un paio di grandi imbarcazioni, complete, ti lasciano a bocca aperta, perché non te le aspettavi; non ti aspettavi un salone grande, ampio e luminoso, e delle intere barche dentro a un museo. Le barche ti invitano a guardare più da vicino, e a toccare (c'è un cartello che proprio invita, non vieta, i bambini, ma anche i grandi, a toccare) e non ti abbandonano mai: ci giri intorno mentre passeggi sui due piani di allestimenti e ti lasci catturare dalle storie che questi "reperti" - una parola che poco si adatta alla spirito del luogo - raccontano in maniera discreta e semplice.
Elisa Mazzoli, che il Museo lo ha visto nascere, racconta che "il Museo della Marineria di Cesenatico si configura subito come luogo caro ai bambini. Gli allestimenti parlano da sé, accolgono e abbracciano un pubblico di tutte le età, a partire dai piccolissimi, indipendentemente dall’attivazione o meno di un percorso didattico; ma non c’è dubbio che la mediazione culturale rivolta all’infanzia sia la chiave giusta per promuovere e diffondere potentemente le storie e i messaggi che le barche raccontano." Per questo piace tanto anche ai grandi, dico io, che infatti ogni volta che ho occasione di parlarne, invito ad andarlo a visitare, e dico sempre: è un gioiellino, vallo a vedere. Adesso c'è anche una
piccola sala naturalistica, e poi c'è la parte esterna, nel porto canale, con la mostra delle barche storiche.

Fare qualcosa con il Museo di Cesenatico è un'idea che mi cullo da un po'. Poi, si sa, le strade si incontrano, magari anche spesso, ma non sempre le circostanze ti danno modo di fare dei pezzi di strada insieme. Diciamo che ci siamo inseguiti e girati intorno un po', finché l'estate scorsa troviamo l'occasione, con la disponibilità di Davide Gnola, direttore del Museo (riminese anche lui), e con la mediazione di Elisa, di abbinare due mie conferenze alle serate di laboratori con i bambini, che loro propongono durante l'estate.
Le conferenze vanno bene, la gente viene numerosa, si lascia coinvolgere dalle mie storie di mare e insomma, siamo tutti contenti. La sera della seconda conferenza Davide mi dice che bisogna che facciamo due chiacchiere, dopo l'estate, che ha una proposta, un'idea. E così, dopo l'estate, in effetti chiacchieriamo, con lui e con Elisa, e insomma l'idea è che il Museo, un'eccellenza nel campo della Marineria, vorrebbe o dovrebbe parlare di più anche di mare, inteso proprio come ambiente naturale, con la sua vita, i sui abitanti, le sue storie che spesso si intrecciano con quelle dell'uomo, della pesca e della navigazione, ma che ovviamente sono un ambito importante e che meritano una narrazione a se stante.

E così iniziamo, proprio questi giorni, questa collaborazione, che mi fa felice e orgoglioso, con la strategia del fare un passo alla volta, di fare le cose come piacciono a noi, per bene (meglio che si può). Da gennaio alcune mie proposte per le scuole saranno inserite nell'offerta didattica del Museo. Poi in primavera/inizio estate altre conferenze. Poi... altre cose bollono in pentola, e altre ci verranno in mente per strada.
L'importante era partire con questo bel percorso di collaborazione, e così è stato. E sono davvero molto contento.

lunedì 25 novembre 2013

Delfini adriatici: ognuno a casa sua

Non finisce mai di stupire, il nostro Adriatico. Abbiamo saputo, dagli studi condotti con piccoli aeroplani tre anni fa, e ripetuti quest'anno, che ci sono molti più delfini di quanto pensassimo. Ora una ricerca recentissima ci racconta che i delfini adriatici, pur in un mare così... limitato, tendono a dividersi in sotto popolazioni, che in pratica non si mescolano tra loro. E questo ha implicazioni sulle possibili strategie di conservazione dei mammiferi marini di casa nostra.

Lo studio è stato pubblicato poche settimane fa ed è il frutto di una ricerca condotta dall'Università di Firenze, in collaborazione con ricercatori croati, sloveni e greci. Le analisi del DNA su 89 campioni di tursiopi (Tursiops truncatus) adulti, raccolti durante il periodo 1992-2009 ha rivelato particolari molto interessanti, in generale, ma nello specifico proprio per il nostro Adriatico.
La raccolta dei campioni su animali spiaggiati è stata condotta in quattro aree, anzi cinque. Infatti, oltre al Tirreno, all'Egeo e allo Ionio, c'è appunto l'Adriatico, che però, per le sue caratteristiche geografiche e per la topografia (le profondità) dei suoi fondali è stato considerato come diviso in due bacini differenti: il settentrionale e il centro-meridionale. E anche questa, per un mare così peculiare come l'Adriatico, è comunque una semplificazione.
Infatti, le coste orientali di questo bacino sono frastagliate, rocciose, ricche di anfratti e isole; quelle italiane sono invece prevalentemente sabbiose e con fondali in genere bassi e dolcemente degradanti. E poi, la parte alta, diciamo dalle Marche in su, ha profondità molto limitate, che non arrivano mai a 100 metri, mentre al sud si accentuano, fino alla "fossa" davanti alla Puglia, di oltre 1200 metri. Questo "puzzle" di ambienti, come vedremo, influenza anche la distribuzione dei delfini.

Il dato più eclatante infatti che è emerso dallo studio è in realtà una conferma di quanto studi precedenti eseguiti confrontando le fotografie delle pinne dorsali dei delfini delle varie aree (foto-identificazione) avevano già fatto intuire: i delfini adriatici che abitano diverse aree sono relativamente isolati tra loro. In pratica le sotto-popolazioni di delfini adriatici abitano ambienti differenti e non si mescolano. Le caratteristiche fisiche e geografiche degli areali che abitano, e una certa fedeltà a questi luoghi, sono dunque più importanti di altri fattori, come la specializzazione su particolari prede, ad esempio.
Come già detto, alcuni ricercatori se ne erano già fatti un'idea con il metodo della foto-identificazione: i delfini del Golfo di Trieste non venivano mai fotografati nelle acque del Quarnero (Croazia) e viceversa; lo stesso per delfini che vivono in zona diverse, al largo della Croazia.

Non sappiamo molto dei delfini adriatici, se si fa eccezione per alcune aree, come lo stesso Quarnero, studiate a fondo negli ultimi anni. Questi frammenti di informazioni, sicuramente da analizzare, valutare e approfondire, sono comunque importanti spiragli che ci aiutano a comprendere meglio i mammiferi marini dell'Adriatico, e anche il nostro stesso mare. Conoscenze che hanno comunque anche implicazioni, per esempio nelle strategie di conservazione.

Sappiamo che i delfini adriatici vivono in un ambiente pesantemente "infestato" dall'uomo: pesca, traffico navale, inquinamento, ricerca di gas e idrocarburi. Dal momento che lo studio identifica sotto-popolazioni separate, anche le strategie di conservazione dovrebbero tenerne conto, considerando ad esempio come anche le attività umane possano essere differenti, nelle diverse aree del bacino. Gli autori sottolineano come già la Convenzione di Barcellona consideri importante l'instaurazione di aree marine protette, per i Cetacei, in Adriatico.

ResearchBlogging.orgS. Gaspari, D. Holcer, P. Mackelworth,C. Fortuna, A. Frantzis, T.Genov, M. Vighi, C. Natali, N. Rako, E. Banchi, G. Chelazzi, C. Ciofi (2013). Population genetic structure of common bottlenose dolphins (Tursiops truncatus) in the Adriatic Sea and contiguous regions: implications for international conservation Aquatic Conservation: Marine and Freshwater Ecosystems DOI: 10.1002/aqc.2415

venerdì 15 novembre 2013

A scuola di spiaggiamenti, a Padova

Segnalo con piacere il corso gratuito che si terrà a Padova il 6 dicembre e dedicato ad operatori non sanitari in merito al rilascio di cetacei e tartarughe spiaggiati vivi o in difficoltà.

Il corso si terrà nell'AULA 1, Edificio Seconda Stecca - Agripolis, Viale dell’Università 16, Legnaro, (PD)

Per maggiori informazioni potete mandarmi una mail, vi invierò l'infopack e vi girerò le mail degli organizzatori del corso.


domenica 10 novembre 2013

Rimini si è ritrovata, per parlare del suo mare

Venerdì 8 ho presentato, in una sala del palazzo della Provincia di Rimini, il progetto Rimini Soul Mare. C'era abbastanza gente, non che me ne aspettassi moltissima. Era pur sempre un venerdì, ed era una serata di cui si sapeva poco o nulla. Avevo fatto un comunicato stampa, ripeso da un paio di giornali, due interviste in tv, e un po' di pubblicità su Facebook. 
In tutto ciò, volutamente, non era molto chiaro di cosa avrei parlato, tranne che l'argomento sarebbe stato la cultura del mare a Rimini. Nei comunicati e negli annunci non c'erano loghi, affiliazioni o altro. C'era solo il mio nome, in fondo, e l'idea che si sarebbe parlato di mare e cultura. Questa cosa ha incuriosito e, forse, è stata pure apprezzata.

La serata è andata molto bene, e il pubblico era, se così si può dire, selezionato. Qualche cittadino curioso, e poi tanti, oggi si dice così, portatori di interesse. Erano rappresentati il WWF Rimini, il Circolo Nautico, un paio di circoli velici, il Museo della Marineria di Cesenatico, la sub Rimini Gian Neri, altri sub, la Legapesca, l'Associazione Vele al Terzo, la Excalibur Sailing. C'era un dirigente della Provincia di Rimini e presidente del GAC (Gruppo Azione Costiera), un consigliere comunale (presidente della Commissione Cultura); c'era Fabio Fiori di Mare Gratis, e il presidente dell'Associazione dei pubblici esercizi di spiaggia. C'era il presidente dei bagnini di salvataggio, c'era Bianca di Adria Watchers, e c'era Antonietta Righetti di Arte Amore e Fantasia (è lei che ha realizzato il logo di Rimini Soul Mare). E c'erano altri che sicuramente, purtroppo, dimentico.
Insomma la prima sorpresa e soddisfazione è stata quella di essere riuscito ad attirare tutta quella parte di città che davvero ci tiene alla cultura del mare. E in effetti, dopo la mia presentazione del progetto, la parte più interessante è stata la lunga discussione finale, in cui è emerso davvero un arcipelago di interessi e di volontà di fare qualcosa per il mare, a Rimini, al di là e parallelamente al discorso del turismo balneare. Pare che fra questi progetti e iniziative manchi un collante e un punto di riferimento, e c'è chi espressamente ha visto la mia iniziativa come qualcosa di questo tipo, o mi ha chiesto di farlo.
Insomma stimoli e feedback molti forti e generalmente positivi, un tesoro da valorizzare e fare fruttare, vedremo con quali modalità.

Ma cos'è, Rimini Soul Mare, visto che qui non ne ho mai parlato?
Nella mia città si dice che Rimini è una città sul mare, ma non una città di mare. Come se Rimini non avesse una cultura marinara, o se la fosse semplicemente dimenticata. La storia marinara di Rimini esiste eccome, ma questo, oggi, è decisamente poco percepito. Difficilmente a Rimini si parla di mare, al di fuori del contesto balneare, che ha la sua fondamentale importanza, e che può essere, non certo sostituito, ma sicuramente affiancato da offerte che integrano e che aggiungono opportunità e percorsi culturali e turistici diversi. Il turismo balneare è il pilastro su cui si basa l'economia turistica a Rimini; un modello che va forse rivisto e rimodernato, ma anche e soprattutto integrato con altre offerte. Il turismo culturale è un settore che diventa sempre più forte e affermato e che Rimini ha "inseguito" solo sporadicamente, e che potrebbe, si torna a ribadire, non sostituire, ma di certo affiancare la nostra offerta turistica più tradizionale che è quella balneare.
Rimini Soul Mare ha due obiettivi. Il primo è individuare i punti, i luoghi, le storie, già presenti nella nostra città, di un ideale percorso che ha come oggetto la cultura del mare, e come risultato l'ideazione dei percorsi didattici, educativi, turistici che consentano di andare alla scoperta dell'anima marinara di Rimini. Il secondo obiettivo è quello di formulare ulteriori proposte (eventi, idee, progetti e laboratori) che vadano a integrare e ad accrescere l'offerta di contenuti, sempre con il mare come protagonista. Fra le proposte comprese nel "contenitore" del progetto: l'organizzazione di un Festival del Mare, la proposta di percorsi didattici e laboratori per i bambini e le scuole, la definizione di percorsi turistici legati alla storia marinara di Rimini, la valorizzazione e la riscoperta dei luoghi storici della marineria, la proposta di istituzione di un'area marina protetta nelle nostre acque, e altro ancora...
Dopo questa serata posso traquillamente aggiungere un terzo obiettivo, e cioè mettere insieme, coordinare e "fare parlare" tra loro tutti le figure e le entità che sono emerse e che hanno espresso questa voglia di fare.

Venerdì ho voluto compiere un primo passo. Partire dalla città stessa. Sentire cosa ne pensa, se c'è voglia e necessità di fare qualcosa di più per il nostro mare e la sua cultura. Condivisione di un'idea e partecipazione attiva. La risposta è stata più che positiva. Andiamo avanti.


sabato 5 ottobre 2013

Delfini spiaggiati e cannonate in Adriatico

Come avevo scritto qualche tempo fa, sto partecipando come consulente dell'Università di Padova, al progetto Netcet. 
Dal Blue World Institute, un ente croato che si occupa di cetacei, tartarughe marine e biologia marina in generale, e partner del progetto, circa 20 giorni fa abbiamo ricevuto una mail preoccupante, relativa all'inizio di un'indagine di prospezioni geologiche, per la ricerca di idrocarburi, in Adriatico.
Queste indagini sismiche sono quelle che utilizzano i famigerati airgun: in pratica, sparano delle cannonate sonore da 280 decibel (un boing 747 al decollo ne fa 140...), queste rimbalzano sul fondale e vengono raccolte da dei sensori che in base all'eco rivelano se ci sono giacimenti. I Cetacei hanno un udito super-sviluppato, e vengono danneggiati da queste "bombe" sonore. A volte uccisi, spesso decisamente disturbati e spaventati.

In questa settimana ci sono stati 7 spiaggiamenti di tursiopi in nord Adriatico (1 a Jesolo, 1 a Porto Garibaldi, 1 in Abruzzo, 3 nel ravennate e 1 a Rovigno). Che le due cose siano collegate per il momento non lo si può dire, ma decisamente questi spiaggiamenti così ravvicinati, hanno fatto tornare in mente quella mail.

Ve la riporto qui:
"Vorrei informarvi che campagne di ricerca di petrolio e gas sono state avviate in Croazia, al largo e sottocosta, a partire dal 7 settembre 2013. Questa campagna non è stata presentata al pubblico e il Blue World Institute non è stato coinvolto in alcuna valutazione di impatto ambientale, nonostante sia in possesso della più grande banca dati disponibile su Cetacei (e altri grandi vertebrati marini) nel Mare Adriatico croato.
Le indagini sismiche sono uno dei metodipiù invasivi di indagine del mare e causano gravi danni per l'ambiente e gli animali marini. Attualmente stiamo cercando di ottenere tutte le informazioni sulla campagna in corso e sulle valutazioni di impatto ambientale (se presenti) fatte per questa campagna.
Le indagini sismiche causano gravi conseguenze per la vita marina e in particolare per i cetacei, che sono state affrontate da molte organizzazioni scientifiche e da accordi internazionali che hanno chiamato i governi nazionali a prendere seri provvedimenti per proteggere la fauna locale (Cetacei) e a effettuare una completa e trasparente valutazione di impatto ambientale. Non ci risulta che questo stia avvenendo in Croazia. Pertanto l'attuale campagna di indagine sismica pone ancora maggiori minacce per la fauna del mare Adriatico.

Recenti studi effettuati tramite surveys aerei, sulla abbondanza di cetacei e tartarughe marine in tutto l'Adriatico hanno rivelato che rappresenta un habitat per diverse specie tra cui tursiopi, stenelle, grampi e (stagionalmente) balenottere . Di grande interesse è l'Adriatico meridionale come importante habitat di riproduzione dello zifio, specie molto soggetta a spiaggiamenti di massa causati da forti rumori subacquei. Inoltre, un'altra specie protagonista di immersioni profonde – il capodoglio - si trova regolarmente nel Mar Ionio e la sua presenza è stata registrata anche in Adriatico meridionale.

Attualmente, la Spectrum, una società norvegese che ha firmato un accordo con il governo croato, ha ingaggiato la Seabird, una società di esplorazioni di Cipro, per condurre questa campagna di esplorazione sismica. È possibile seguire on-line gli spostamenti della nave, lunga 76 metri, la Northern Explorer. Attualmente si trova in Adriatico centrale dove si svolge l'indagine. La posizione della nave, giorno per giorno, la potete vedere qui.

[...] Gli attuali sviluppi possono solo confermare la nostra idea che cetacei e tartarughe marine sono in pericolo in Adriatico. Inoltre, vorrei mettere in guardia che si occupa di monitoraggio di spiaggiamenti, su potenziali atipici eventi di spiaggiamento."

sabato 7 settembre 2013

Uno sguardo sull'Adriatico

Sotto lo pesudonimo di La Voce Romagnola si cela un giornalista, indipendente e "d'assalto" che realizza video di denuncia e d'indagine.
Ha chiesto di fare due chiacchiere con me sul Mare Adriatico, e qui sotto c'è la video-intervista che ne è venuta fuori.
Buona visione.


martedì 23 luglio 2013

I bambini e l'Adriatico: un successo

Continuano le giornate del mercoledì dedicate all'Adriatico, raccontato direttamente dalla spiaggia, con grandi e, soprattutto, bambini (ne ho parlato qua e qua).
Un progetto nato quasi come una scommessa, ma che invece ha grande successo e dà soddisfazione a me, prima di tutto, e a chi vi partecipa.
Il progetto è pensato per i bimbi, ma negli ultimi incontri sono aumentati gli adulti partecipanti, e paiono divertirsi come e più dei piccoli.
E sono molto orgoglioso di essere finito, con una breve intervista, anche sul portale "Bimbi a Rimini".



giovedì 4 luglio 2013

Conferenze estive

Sto organizzando alcune conferenze per questa estate.
Vi darò i dettagli volta per volta, ma nel frattempo potete segnarvi queste date:

- 19 luglio, Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro, alle ore 17,00 "L'intelligenza dei delfini"

- 27 luglio, presso il Seminario di Rimini, orario da stabilire: "Storie di uomini, balene e delfini" Presentazione del libro "Jack il delfino e altre storie di mare"

- 9 agosto, Museo della Marineria di Cesenatico, ore 21,00: "Il bello degli Squali"

- 16 agosto, Museo della Marineria di Cesenatico, ore 21,00: "Il mare che non ti aspetti"

Vi aspetto!



giovedì 20 giugno 2013

In riva all'Adriatico

Ieri era il primo appuntamento con il progetto "In riva all'Adriatico". Progetto che nasce grazie all'idea del titolare del bagno 27 di Rimini, Stefano Mazzotti, che ha deciso da dare ai suoi piccoli clienti (ma anche agli adulti che si vogliono unire) un servizio in più, e diverso dal solito.
Raccontare l'Adriatico, la vita che lo popola, le sue caratteristiche peculiari, le storie che racconta. Così mi ha affidato questo compito che sono ben contento di assolvere.
Ieri c'è stato il primo appuntamento, che si ripeterà poi ogni mercoledì.
Che dire? Ci siamo divertiti.

Prima, nell'aula a cielo aperto, parliamo delle caratteristiche oceanografiche del nostro mare, e dei grandi vertebrati:




Poi tutti sulla battigia. Parliamo di acqua, salinità, trasparenza, correnti, nutrienti, fondale...



Poi i bimbi vanno alla ricerca di conchiglie, sassi o animaletti spiaggiati

E insieme, guardiamo cosa abbiamo trovato



A mercoledì prossimo!




domenica 12 maggio 2013

Veterinari a scuola di spiaggiamenti

Inizia domani, a Padova, un corso rivolto ai veterinari e relativo alle gestione e alla conservazione di Cetacei e Tartarughe in Adriatico.
Il corso, che durerà fino a venerdì, è una delle tante attività previste dal progetto internazionale Netcet. Questi incontri rispondo all'obbiettivo di "migliorare e standardizzare le cure veterinarie, l'approccio chirurgico, i protocolli necroscopici e la gestione degli spiaggiamenti di cetacei e tartarughe marine".
E' dunque un corso molto tecnico, e non è escluso che io sia l'unico naturalista nel programma.

Farò due interventi, uno in apertura, domattina, intitolato "Biology, ecology and ethology of cetaceans living in the Adriatic " (Biologia, ecologia ed etologia dei cetacei che vivono nel mare Adriatico), e l'altro mercoledì, e sarà "Volunteers, field organization and communication during stranding events" (Volontari, l'organizzazione di campo e comunicazione durante gli spiaggiamenti).

Netcet (qui il sito internet e qui la pagina Facebook) è un progetto importante e con obbiettivi ampi e ambiziosi. In Italia, la sua approvazione, fa il pari con la spinta in avanti a cui si è assistito negli ultimi anni, nella gestione degli spiaggiamenti di Tartarughe marine e Cetacei sulle nostre coste.
I ministeri (Ambiente e Salute), a più riprese stimolati, hanno compiuto passi importanti: le reti regionali e le linee guida per i Centri di Recupero, nel caso delle tartarughe marine, sono arrivati prima e pian piano vanno più o meno a regime.
Per i Cetacei, gli interventi sono stati diversi, ricordo qui solo la nascita della banca dati nazionale degli spiaggiamenti, la creazione del CERT, il gruppo di intervento che si occupa di spiaggiamenti di cetacei vivi, o di spiaggiamenti eccezionali (di massa o di animali di grandi dimensioni). Poi la riorganizzazione della rete nazionale, tuttora in corso, con la responsabilità che passa agli istituti zooprofilattici, e altro ancora in arrivo, speriamo presto, comprese le linee guida per gli interventi sui cetacei spiaggiati vivi.
Dagli interventi più o meno pionieristici  quando ho iniziato io, nel 1997, ad una organizzazione che prende sempre più forma, meglio tardi che mai, con l'intento di lavorare sempre meglio, in questi eventi così particolari, ma di certo non così rari sulle nostre coste.

Tornando a Netcet, dalla pagina Facebook del progetto (della quale in parte mi occuperò io) potete tenervi aggiornati su attività e notizie. E' un progetto che prevede una vasta serie di azioni, dunque non ci sarà da annoiarsi. Vi aspetto là.



sabato 4 maggio 2013

Alla ricerca dei delfini, a Ravenna

Diversi anni fa, quasi dieci in effetti, venni invitato a tenere una lezione in una scuola di Ravenna. Non ricordo né l'età dei ragazzi, né l'argomento, ma l'invito veniva da Francesca Triossi, una biologa (credo) che insegnava e che coltivava la passione per i Cetacei. Mi raccontava allora di avere iniziato a fare uscite in mare, con un gommone, alla ricerca di delfini nella zona delle piattaforme metanifere, al largo di Ravenna.
Mi diceva che gli avvistamenti erano pochi e le difficoltà tante, ma la incitavo ad andare avanti perché, anche se può sembrare paradossale, non esistono molti studi sui delfini, sui tursiopi dunque, in Adriatico. Ci sono diversi lavori pubblicati sulle acque croate, ma poco o niente sul versante italiano. Dunque quella ricerca copriva un punto oscuro.
I risultati di quel lavoro, a volte la ricerca va così, con i suoi tempi, sono stati appena pubblicati sulla rivista Marine Ecology.

Le prime foto di delfini nell'area di studio furono raccolte nel 2001-2002, in maniera opportunistica, cioè non mirata. A bordo di imbarcazioni da pesca o da diporto, Francesca raccoglieva i primi dati e i primi avvistamenti, appunto. Era l'inizio del Progetto Delfino, portato avanti come Associazione Oceanomare.
La ricerca vera e propria, con il gommone, si è svolta invece durante il periodo 2003-2005 - concentrata nei mesi da maggio a ottobre - per un totale di 60 uscite. In 29 di queste furono avvistati delfini. La maggior parte degli avvistamenti ha riguardato gruppetti di 2-5 animali, con una certa frequenza di gruppi più grandi, fino a 10-20, e un caso di un branco da 50 delfini. 
Gli avvistamenti però sono fortemente concentrati nel 2003, con 21 su 38 uscite. Nel biennio 2004-2005, furono effettuate solo 22 uscite, e registrati appena 5 avvistamenti.
42 delfini sono stati foto-identificati, ma solo 6 di essi si sono "fatti rivedere" più di una volta.

Gli autori indicano una frequenza di avvistamento molto più alta (80%) vicino alle piattaforme (in un raggio di 750 metri), che non distanti da esse. Ipotizzano una maggiore abbondanza di cibo, dal momento che è noto che le piattaforme formano substrati su cui crescono ricche colonie di organismi, alla base di catene alimentari che appunto fioriscono "attorno" alle piattaforme. Per non parlare del fatto che vicino a queste installazioni è comunque vietata la pesca.

Lo studio è decisamente basic e preliminare, ma comunque effettuato su un'area scoperta dal punto di vista di dati raccolti scientificamente, e dunque benvenuto.

ResearchBlogging.org Francesca Triossi, Trevor J. Willis, & Daniela S. Pace (2013). Occurrence of bottlenose dolphins Tursiops truncatus in natural gas fields of the northwestern Adriatic Sea Marine Ecology

martedì 23 aprile 2013

La cattura

Non ho mai scritto, né iniziato, un romanzo in vita mia. E neppure racconti. Non so nemmeno se sono capace di cimentarmi con la scrittura creativa.
Qualche anno fa però volevo provare a raccontare, pensando a dei lettori ragazzi o bambini, cosa può voler dire, per una tartaruga marina, essere catturata in una rete. E l'ho fatto appunto in forma di racconto, e dal punto di vista della tartaruga stessa.
Il racconto, breve, si chiama "La cattura", e potete leggerlo qui.

Nelle settimane scorse il racconto è stato letto, grazie alla collaborazione con il CEA "La Marina Ecoidee", in una scuola dell'infanzia e in una prima elementare di Porto San Giorgio. I bambini hanno fatto poi molti disegni ispirati alla mia storia. Il che mi ha reso molto più orgoglioso che non se avessi vinto un premio letterario.
La loro insegnante, insieme ad altre colleghe, ne ha infine ricavato un video, che potete vedere qui sotto.
Io non posso che ringraziarli di questo grande onore che mi hanno concesso e lo farò presto con una lettera.




sabato 9 marzo 2013

Il sogno di Guido

Ho già parlato di Guido Pietroluongo, uno studente di veterinaria, una persona umile ma capace, volonterosa, tosta. Si batte per il mare, per i Cetacei e per la sua terra: il Gargano e la Puglia. Studia, scrive, si ingegna, è attivo.
Un suo report che parla di come la ricerca di idrocarburi in mare abbia impatto sulla vita dei Cetacei, è stato prima firmato da molte associazioni ambientaliste, e poi inviato ai Ministeri della Repubblica Italiana e ai principali Enti preposti al monitoraggio e al controllo di queste attività e dei loro impatti (ISPRA, ARPA, Comando Generale delle Capitanerie di Porto etc. etc.), per richiedere di valutare attentamente e di analizzare con accuratezza questi aspetti prima di rilasciare i permessi di ricerca ed estrazione.

Nel frattempo cullava un sogno: tutelare i Cetacei che vivono nel Golfo di Manfredonia. Ma non lo cullava solo nella sua testa. Guido non è uno che aspetta che le cose gli caschino addosso. No, ha preso "carta e penna" (o più probabilmente un pc) e ha preparato un progetto, che poi ha presentato a un bando indetto dalla Regione Puglia.

E lì, il progetto si è arenato. Non è passato.
Guido ha affidato a Facebook la sua delusione, ma anche la sua incrollabile volontà ad andare avanti e a non mollare:
"L'8 Marzo dell'anno scorso ho messo il punto ad un progetto che rappresenta la mia vita: tutelare i Cetacei che, come il famoso lone-sociable Filippo di Manfredonia, vivono in questo Golfo pieno di Biodiversità.
Lo inviai con tutto il mio entusiasmo a due delle persone che più stimo da sempre. Principi Attivi mi ha dato la possibilità di partecipare ad un finanziamento della Regione Puglia per concretizzare questa idea che mi accompagna dal 1997. Ci ho provato, completamente da solo, senza l'aiuto di nessuno ho riscritto per la seconda volta questo progetto che voleva salvaguardare un patrimonio unico nel suo genere e che per casualità di eventi ha come scenario proprio l'areale del Gargano. Luoghi che hanno ospitato uno dei rarissimi casi di delfini solitari al MONDO, luoghi che hanno ospitato uno spiaggiamento di massa di 7 Capodogli UNICO nel Mediterraneo, luoghi che gridano aiuto e che segnalano la loro sofferenza da diversi anni in tutti i modi possibili. Non cercavo nulla per me stesso, nessun tornaconto, nessuna visibilità, niente! Ma avrei voluto solo che questo obiettivo, di tutela e valorizzazione di un habitat peculiare unico nel suo genere, fosse finalmente raggiunto. Io ci ho creduto e ringrazio dal più profondo del mio cuore chi mi è stato a fianco, anche solo per un attimo e mi ha sostenuto nel mio sogno.
Questo sogno è finito l'8 Marzo di quest'anno.
Una coincidenza, un ciclo che si chiude ma sicuramente il sogno resta e continuerò a crederci con tutte le mie forze finché sarò su questo Pianeta. Qualcuno non ha capito il mio progetto e non ha ancora capito che senza una politica ambientale di tutela del patrimonio pagheremo conseguenze gravi a livello di ecosistema in cui viviamo, e già tante ne stiamo pagando, Probabilmente ci sono stati progetti più meritevoli ma ancora una volta il potenziale ambientale di una risorsa eterna ed infinita, come quella del mare, è stato ignorato e messo da parte. Parte del mio cuore rimane deluso ma sicuramente una sconfitta non cambia la vita come una vittoria. Io continuo a crederci e continuerò ad andare avanti per questa strada, che mi ha dimostrato sempre, e soprattutto a livello internazionale, che questo progetto merita. Io continuo a sognare e chi mi sarà a fianco continuerà a farlo con me credendo in un futuro migliore possibile. Forse non siamo ancora pronti a tutto questo e mi dispiace, soprattutto per queste creature del mare che stiamo violentando senza neanche accorgercene fino a perderle silenziosamente. Non voglio intraprendere questo cammino altrove (all'estero probabilmente avrebbe avuto un maggiore rilievo) perché la Capitanata è un territorio straordinario e pieno di vita e non merita di essere abbandonato così.
Grazie a tutti vi voglio bene!"

Ti vogliamo bene anche noi Guido. Non mollare mai.

mercoledì 6 marzo 2013

Una splendida giornata

Uso il titolo della bella canzone di Vasco Rossi, per raccontare, con immagini, l'intensa giornata passata ieri a Porto S. Giorgio.
Al mattino, incontro a teatro con gli studenti di II e III media (circa 250 ragazzini).
Qui poco prima che i ragazzi arrivassero. Che emozione essere sul palco di un teatro! Anche se c'ero già stato.

I ragazzi sono arrivati. Si sono rivelati una platea non troppo facile e abbastanza... rumorosa. Ma tutto sommato direi che è andata molto bene.

Nel pomeriggio, alle 15, incontro con l'Assessore alla Cultura del Comune di Porto S. Elpidio. Persona disponibile e attenta. Abbiamo parlato di proposte e progetti interessanti.

Alle 18, presso la sala Castellani, presentazione del libro "Jack il delfino e altre storie di mare".

Alla fine, firme e dediche sui libri e foto di rito. Ho rivisto anche con piacere il mio amico Leonardo, un ragazzino che mi segue da quando era... un bimbo e che ieri ho rivisto molto cresciuto (infatti non l'avevo riconosciuto! Scusa Leonardo). Qui sotto, Lara.

Grazie a Flavia del CEA La Marina Ecoidee per la splendida giornata, finita a notte inoltrata.

I commenti del giorno dopo...








domenica 3 marzo 2013

Due incontri

Martedì 5 sarò a Porto S. Giorgio, per un doppio appuntamento.

Al mattino ripeterò l'esperienza meravigliosa dello scorso anno, e sarò al Teatro comunale della città, con la conferenza "Il mare che non ti aspetti". Nel 2012 ho parlato davanti a 300 bambini delle scuole elementari (vedi la foto qui di fianco), mentre martedì ci... proverò con i ragazzini delle medie (anzi, della scuola secondaria di I grado).

Nel pomeriggio, alle 18,00 appuntamento pubblico, a ingresso libero, per la presentazione di "Jack il delfino e altre storie di mare", presso la Sala Castellani (di fronte al Teatro comunale).

Questa full-immersion è possibile grazie all'organizzazione del Centro di Educazione Ambientale "La Marina Ecoidee", che ringrazio.