Venerdì 6 e sabato 7 giugno, terrò due seminari, uno sulla biologia dei Cetacei e uno sulla biologia degli squali, a Porto S. Giorgio, in collaborazione con il Centro di Educazione Ambientale "La Marina Ecoidee".
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giovedì 27 marzo 2014
martedì 28 gennaio 2014
Dagli allo squalo!
Il Governo dell'Australia occidentale si è reso protagonista di una scelta a dir poco scellerata. Ha stanziato la bellezza di 6,85 milioni di dollari, per eliminare o ridurre il pericolo degli attacchi di squali sulle coste del paese. Di questi, ben 2 milioni vanno al Dipartimento della Pesca, per cercare e uccidere squali. La caccia è aperta.
Verranno poste delle lenze, e tutti gli squali da 3 metri in su catturati saranno uccisi. Il primo a farne le spese, già domenica scorsa, probabilmente uno squalo tigre.
Il piano ha suscitato proteste accesissime da parte degli ambientalisti (vedi foto).
La decisione segue i due attacchi da squali verificatisi in quelle acque lo scorso novembre, entrambi fatali. Nel primo, il 23 novembre è morto Chris Boyd, un surfista di 35 anni; nel secondo, il 29 novembre, la vittima è Zac Young, un ragazzo di 19 anni.
Dal 2000 ad oggi, sono 11 le persone uccise da attacchi, nelle acque della Western Australia.
Ora, si parla della morte di persone, e dunque nessuno vuole sminuire l'importanza delle tragedie accadute. Però le perplessità sulla decisione del governo a me restano. Enormi.
Prima cosa, i numeri. Quasi sette milioni di dollari per qualcosa che ha ucciso 11 persone in 14 anni. Tanto per capirci, circa 300 persone all'anno, in Australia, muoiono annegate. Mentre 10, sempre all'anno, sono quelle che muoiono per shock anafilattico a seguito di punture di vespa. Altri 10 sono i morti a causa di fulmini. Lasciamo stare altre cause di morte: incidenti, fumo, obesità (25.000 solo quest'ultima, per dire).
Ora queste 11 morti (in 14 anni) giustificano un investimento del genere, e la caccia al killer che si voluta scatenare?
Secondo punto, il metodo. Io non riesco davvero a capire come andare a caccia di squali per ucciderli possa risolvere il problema. La soluzione è, come minimo, temporanea, a meno che non li stermini tutti, ma la vedo dura. Poi, secondo me, inefficace. Quanti squali ci sono al largo dell'Australia dell'ovest? Mah... E dunque? Quanti devi ucciderne per avere dei veri effetti sul problema?
Terzo, il messaggio. Un animale che vive nel suo ambiente, suo, non nostro, crea un problema agli esseri umani? Sterminiamolo. Bello. Davvero. Educativo, soprattutto.
Non so quali misure, veramente efficaci però, si sarebbero potute prendere con 7 milioni di dollari, ma mi pare si sia scelta la strada meno valida, ma più di effetto.
Non so quali misure, veramente efficaci però, si sarebbero potute prendere con 7 milioni di dollari, ma mi pare si sia scelta la strada meno valida, ma più di effetto.
Io credo che il premier australiano, Barnett, abbia voluto dare un segnale forte, una specie di rappresentazione a beneficio del pubblico. Infatti afferma "Non ho alcun piacere nel vedere squali uccisi ma ho la responsabilità imperativa di proteggere il popolo del Western Australia. Quando hai squali che sono tre, quattro, cinque metri di lunghezza, di specie notoriamente aggressive, che nuotano in acqua molto vicino ai bagnanti, c'è un pericolo imminente."
Vero. Ma io credo che lui sappia che non otterrà niente in questo modo, se non il poter dire "ho fatto quel che potevo", ma intanto colpisce creature che hanno l'unica colpa di vivere... nel loro ambiente naturale. Credo potesse impiegare molto meglio i soldi dei suoi connazionali.
Vero. Ma io credo che lui sappia che non otterrà niente in questo modo, se non il poter dire "ho fatto quel che potevo", ma intanto colpisce creature che hanno l'unica colpa di vivere... nel loro ambiente naturale. Credo potesse impiegare molto meglio i soldi dei suoi connazionali.
venerdì 17 gennaio 2014
A Cattolica "Il mare delle sorprese"
Domenica alle 17 sarò a Cattolica, al Museo della Regina, con la mia conferenza "Il mare che non ti aspetti", per l'occasione ribattezzata "Il Mare delle sorprese".
Ecco quello che scrive il Museo:
Ecco quello che scrive il Museo:
Domenica 19 gennaio prosegue la seconda serie di conferenze riunite sotto il titolo generale Il
Museo studia; all'interno del breve ciclo Il mare che non ti aspetti, si colloca la conferenza di Marco
Affronte, naturalista e divulgatore, il cui protagonista sarà il mare Adriatico, la sua originalità, la
sua vita e biodiversità.
Il nostro è infatti un mare particolare. Stretto fra coste densamente popolate, poco profondo, gli
viene attribuita essenzialmente una "vocazione" turistica, economica (è uno dei mari più pescati al
mondo), commerciale, come via di ingresso per le merci che arrivano dal Mediterraneo.
Ma
l'Adriatico è una culla di biodiversità, un bacino ricco di vita che dà rifugio anche a specie simbolo
della conservazione: delfini, squali, tartarughe marine. Una ricchezza che richiede protezione e
tutela, e che è decisamente poco conosciuta.
Il racconto di Marco Affronte si snoderà principalmente attraverso delle storie: storie fuori dal
comune, aneddoti, testimonianze di prima mano, situazioni vissute in prima persona da un
naturalista che si occupa di Adriatico da oltre 15 anni.
Seguiremo, attraverso le immagini e i racconti, le cronache di eventi eccezionali: la prima megattera
mai avvistata in Adriatico, l’invasione degli enormi squali elefante nelle acque romagnole del 2001,
delfini che lottano per la vita fra le mani dei loro soccorritori, il capodoglio spiaggiato a Rimini nel
gennaio 2005, le decine di tartarughe marine ricoverate presso un Ospedale a loro dedicato e poi
rilasciate in mare, giganteschi pesci luna che vengono a morire sulla spiaggia, i due delfini, madre e
figlia, trovati nel porto di Ancona a giugno 2005, la storia di Andrea, il delfino che cercava la
compagnia degli esseri umani.
Storie e racconti di un mare che sorprende, testimonianze di un Adriatico diverso e poco
conosciuto, accompagnati da riflessioni su quanto dovremmo e potremmo fare per proteggere una
ricchezza che appartiene a tutti noi.
mercoledì 8 gennaio 2014
Squali a Milano
Domani, alle 19, sarò a Milano con una conferenza sugli squali, organizzata da Sea Shepherd Conservation Society.
L'incontro si tiene alla Sala degli Affreschi di Palazzo Isimbardi, in corso Monforte.
Dividerò la serata con Massimo Boyer, biologo marino, fotografo subacqueo e recente autore del libro "Scilla. Storia di uno squalo bianco" (che ho appena finito di leggere).
Io presenterò una versione ridotta della mia conferenza "Il bello degli squali" che ho già portato anche, ma non solo, al Festival della Scienza di Genova, lo scorso ottobre.
L'ingresso è gratuito.
Se siete in zona, non mancate. Per info: contatto[at]seashepherd.it
lunedì 28 ottobre 2013
Squali al Festival
La conferenza sarà all'Aula Polivalente San Salvatore, in Piazza Sarzano, alle 11,00.
Il Festival della Scienza è l'evento di questo genere più importante d'Italia. Il programma si estende su dieci giorni ed è ricchissimo di eventi. "La bellezza è il filo conduttore dell'undicesimo Festival della Scienza, in programma a
Genova dal 23 ottobre al 3 novembre 2013. Una bellezza che si diffonde per la città
seguendo il consueto approccio e lo storico obiettivo del Festival: rendere la scienza
accessibile a tutti, appassionando il pubblico di ogni età – dagli studenti agli esperti –
grazie alla varietà degli argomenti trattati, all'autorevolezza degli ospiti, alla partecipazione
attiva alle iniziative, alla capillare diffusione sul territorio e a un programma che prevede
conferenze, laboratori, mostre scientifiche e artistiche, spettacoli, incontri, tavole
rotonde, exhibit, concorsi per start up e progetti speciali."
venerdì 16 agosto 2013
Sorriso di squalo
Per le due conferenze di questi giorni a Museo della Marineria di Cesenatico (a proposito, stasera secondo incontro: Il Mare che non ti Aspetti), ho tenuto i contatti con una collaboratrice del Museo stesso: Elisa Mazzoli. Lei fa un sacco di cose con i più piccoli: scrive libri, organizza serate e incontri, legge e racconta storie. Questo è il suo blog.
Appena presi i contatti, più di un mese fa, molto carinamente mi ha mandato un suo libro, "Sorriso di Squalo", visto che il mio primo incontro sarebbe stato sugli squali. Io ne ho letto un po' qua e là, poi l'ho messo via con l'intento di leggerlo insieme a mio figlio di 6 anni.
Ma, dopo la conferenza di venerdì scorso sugli squali, e dopo avere conosciuto Elisa, mi è tornato in mente e così la mattina dopo l'ho iniziato e finito (è un libro per bambini).
Mi è piaciuto molto. La storia è delicata, leggera e dolce, e gli squali entrano nel racconto molte volte, ma quasi a piccoli passi. Non danno mai l'impressione di esserne i protagonisti. Eppure si parla di loro, di come sono fatti, come vivono, e anche di problemi terribili, come il finning (ne ho scritto tante volte, per esempio qua). Insomma piccole e vitali informazioni che i bambini raccolgono seguendo e appassionandosi alla storia, che ha molti spunti carini e dunque coinvolge.
Mi è piaciuto molto. La storia è delicata, leggera e dolce, e gli squali entrano nel racconto molte volte, ma quasi a piccoli passi. Non danno mai l'impressione di esserne i protagonisti. Eppure si parla di loro, di come sono fatti, come vivono, e anche di problemi terribili, come il finning (ne ho scritto tante volte, per esempio qua). Insomma piccole e vitali informazioni che i bambini raccolgono seguendo e appassionandosi alla storia, che ha molti spunti carini e dunque coinvolge.
Alla fine c'è persino un personaggio che si chiama Pippo, che "parla e ricorda, e quasi piange quando pensa alla prima tartaruga che ha curato e rilasciato in mare...".
Insomma, il libro vale la pena leggerlo e farlo leggere ai vostri bambini, e io ho voluto approfondire il discorso con Elisa, a cui ho rivolto qualche domanda.
Come ti è venuta l'idea del libro, perché proprio gli squali?
L’editore Coccole Books di Cosenza ha creato una collana di libri di narrativa per bambini, la Coccole Green, tutta dedicata agli animali in pericolo di estinzione. Conoscendo l’ambiente in cui vivo e lavoro, mi hanno chiesto di scrivere un racconto su un animale marino. Io ho scelto subito lo squalo, paragonandolo a tanti bambini che incontro nelle mie esperienze di narratrice e mediatrice culturale per l’infanzia. Bambini che terrorizzano gli altri bambini e gli adulti per il loro essere diversi, ma di cui in realtà non si conosce abbastanza: se si facesse lo sforzo di ascoltarli per capire i loro bisogni e le loro qualità, allora non si manifesterebbero nei loro confronti tanta paura e tanto scherno.
Nel mio piccolo romanzo ci sono due ambientazioni: il fondo del mare dove si svolge la vita di un cucciolo di squalo e della sua mamma, e il mondo terrestre dove la protagonista Greta e il suo nuovo amico Danilo si appassionano di squali, e studiano e cercano e scoprono fino ad arrivare alla conclusione che il vero terrore dei mari non è lo squalo...
Quanto è difficile (o facile) scrivere o raccontare storie per i ragazzini?
Scrivere per bambini non è semplice. Fino ad ora ho scritto una trentina di pubblicazioni tutte per loro (età di riferimento 2-11 anni). Per me questo lavoro è facile nel senso che non ne potrei fare a meno, è quello che mi piace fare da sempre, sin da quando ero piccina sono appassionatissima di lettura e di libri; ma è anche difficile nel senso che è impegnativo, è un mestiere serio perché mi rivolgo a persone che sbocciano, che stanno conoscendo se stesse e il mondo, e devo e voglio essere spiritosa, avvincente, simpatica, ma anche profonda, onesta e leale.
Per aspirare ad essere tutte queste cose bisogna impegnarsi ed esercitarsi molto, confrontandosi quotidianamente con i destinatari delle scritture, i bambini e i ragazzi, a cui non è necessario chiedere di essere sinceri nel loro giudizio: loro sono la bocca della verità, e se hai creato una storia che non li convince te lo dicono immediatamente e senza mezzi termini.
Stiamo facendo abbastanza? Scrivere, parlare, fare divulgazione e educazione basterà a garantirci nuove generazione più consapevoli e più rispettose dell'ambiente?
Credo che stiamo facendo ciò che è necessario, e che se scegliamo il mestiere di educatore e di divulgatore dobbiamo sempre farci la domanda: stiamo rispettando coloro che ci ascoltano e che ci leggono? Siamo onesti con noi stessi e con gli altri? Abbiamo comportamenti coerenti con il messaggio che cerchiamo di trasmettere?
Credo anche che la buona divulgazione si debba accompagnare ad una pratica alta e illuminata di educazione, perché il ruolo principale nel formare le nuove generazioni è quello dei genitori, esempio fortissimo, primario e decisivo per la formazione di qualsiasi individuo.
Come ti è venuta l'idea del libro, perché proprio gli squali?
L’editore Coccole Books di Cosenza ha creato una collana di libri di narrativa per bambini, la Coccole Green, tutta dedicata agli animali in pericolo di estinzione. Conoscendo l’ambiente in cui vivo e lavoro, mi hanno chiesto di scrivere un racconto su un animale marino. Io ho scelto subito lo squalo, paragonandolo a tanti bambini che incontro nelle mie esperienze di narratrice e mediatrice culturale per l’infanzia. Bambini che terrorizzano gli altri bambini e gli adulti per il loro essere diversi, ma di cui in realtà non si conosce abbastanza: se si facesse lo sforzo di ascoltarli per capire i loro bisogni e le loro qualità, allora non si manifesterebbero nei loro confronti tanta paura e tanto scherno.
Nel mio piccolo romanzo ci sono due ambientazioni: il fondo del mare dove si svolge la vita di un cucciolo di squalo e della sua mamma, e il mondo terrestre dove la protagonista Greta e il suo nuovo amico Danilo si appassionano di squali, e studiano e cercano e scoprono fino ad arrivare alla conclusione che il vero terrore dei mari non è lo squalo...
Quanto è difficile (o facile) scrivere o raccontare storie per i ragazzini?
Scrivere per bambini non è semplice. Fino ad ora ho scritto una trentina di pubblicazioni tutte per loro (età di riferimento 2-11 anni). Per me questo lavoro è facile nel senso che non ne potrei fare a meno, è quello che mi piace fare da sempre, sin da quando ero piccina sono appassionatissima di lettura e di libri; ma è anche difficile nel senso che è impegnativo, è un mestiere serio perché mi rivolgo a persone che sbocciano, che stanno conoscendo se stesse e il mondo, e devo e voglio essere spiritosa, avvincente, simpatica, ma anche profonda, onesta e leale.
Per aspirare ad essere tutte queste cose bisogna impegnarsi ed esercitarsi molto, confrontandosi quotidianamente con i destinatari delle scritture, i bambini e i ragazzi, a cui non è necessario chiedere di essere sinceri nel loro giudizio: loro sono la bocca della verità, e se hai creato una storia che non li convince te lo dicono immediatamente e senza mezzi termini.
Stiamo facendo abbastanza? Scrivere, parlare, fare divulgazione e educazione basterà a garantirci nuove generazione più consapevoli e più rispettose dell'ambiente?
Credo che stiamo facendo ciò che è necessario, e che se scegliamo il mestiere di educatore e di divulgatore dobbiamo sempre farci la domanda: stiamo rispettando coloro che ci ascoltano e che ci leggono? Siamo onesti con noi stessi e con gli altri? Abbiamo comportamenti coerenti con il messaggio che cerchiamo di trasmettere?
Credo anche che la buona divulgazione si debba accompagnare ad una pratica alta e illuminata di educazione, perché il ruolo principale nel formare le nuove generazioni è quello dei genitori, esempio fortissimo, primario e decisivo per la formazione di qualsiasi individuo.
venerdì 9 agosto 2013
Squali sul Corriere
Ieri, un bell'articolo di Andrea Rinalidi, sulla pagine bolognesi del Corriere della Sera, sulla conferenza che terrò stasera al Museo della Marineria di Cesenatico. Ingresso libero, non mancate!
mercoledì 7 agosto 2013
Il bello degli squali
Venerdì sera, alle 21,00, vi aspetto al Museo della Marineria di Cesenatico, per parlare di squali.
Lo faremo in maniera un po' di diversa. Perché è vero che nell'immaginario lo squalo è sempre quello, sempre uguale, spesso feroce. Ma esistono più di 450 specie diverse di squali, e hanno forme, dimensioni e colori tanto diversi quanto lo sono gli ambienti in cui vivono e le differenze ecologiche che rappresentano.
Parlerò quindi di squali, di come sono fatti e di come vivono, ma passando spesso per gli “altri” squali: lo squalo tappeto, il taglia-biscotti, il pesce–sega, il goblin, lo "spalline" e altri ancora. Quelli di cui non si parla mai. Quelli che hanno invece caratteristiche così varie, stravaganti e affascinanti che meritano di stare per una volta sotto i riflettori.
giovedì 4 luglio 2013
Conferenze estive
Sto organizzando alcune conferenze per questa estate.
Vi darò i dettagli volta per volta, ma nel frattempo potete segnarvi queste date:
- 19 luglio, Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro, alle ore 17,00 "L'intelligenza dei delfini"
- 27 luglio, presso il Seminario di Rimini, orario da stabilire: "Storie di uomini, balene e delfini" Presentazione del libro "Jack il delfino e altre storie di mare"
- 9 agosto, Museo della Marineria di Cesenatico, ore 21,00: "Il bello degli Squali"
- 16 agosto, Museo della Marineria di Cesenatico, ore 21,00: "Il mare che non ti aspetti"
Vi aspetto!
venerdì 5 aprile 2013
Pensierini post-trasloco
Ben ritrovati a tutti. Torno dopo lunga assenza a causa di un massacrante trasloco, e relativi disagi, non ultimo la mancanza del collegamento a internet, che dura tuttora, nonostante abbia fatto richiesta, ai signori di Tiscali, già il 1 marzo... Vabbè.
Qualche pensierino qua e là.
- Continua la moria di stenelle in Tirreno, ne ho parlato qua. Ieri ero a Padova e ho chiacchierato con Sandro Mazzariol, responsabile del CERT (Cetacean stranding Emergency Response Team) e uno degli artefici della riorganizzazione della rete di intervento nazionale sui cetacei spiaggiati.
Siamo arrivati a oltre 90 esemplari spiaggiati, in pratica da inizio anno ad oggi. Un'ecatombe. Le cause al momento restano sconosciute, e questo nonostante l'ottimo lavoro svolto. Gli Istituti Zooprofilattici della costa interessata dal fenomeno, principalmente Toscana e Lazio, stanno lavorando benissimo e circa l'80% degli animali spiaggiati è stato analizzato e campionato a fondo. E quelli non sottoposti a necropsia è solo perché erano in stato di decomposizione troppo avanzata. Nella riorganizzazione della rete di intervento, gli Zooprofilattici sono adesso gli enti responsabili per gli spiaggiamenti di cetacei morti, e la cosa pare funzionare.
Le ipotesi sulle cause di questi spiaggiamenti sono diverse, ma nessuna, per ora, risolutiva.
- Ho cominciato a lavorare per il progetto Netcet, che ha per sottotitolo "Per la salvaguardia di Cetacei e Tartarughe marine dell'Adriatico". Finanziato con fondi europei, conta numerosi partner, da Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro e Albania.
E' un grosso progetto che ho visto nascere, quando ancora lavoravo per Fondazione Cetacea, e sono molto contento che abbiamo avuto il finanziamento e sia finalmente partito. Prevede diverse azioni, che potete leggere sul sito stesso.
Ora l'Università di Padova mi nuovamente "tirato dentro" al progetto, affidandomi alcune delle attività, in particolare la parte relativa ai corsi di formazione.
- Vi segnalo anche un lungo articolo, infatti lo abbiamo diviso in due parti, sul mondo sensoriale degli squali. E' appena uscito su Mare Mag. E', per la verità, un vecchio articolo, scritto a quattro mani con Irene Bianchi, che avevamo pubblicato su una... fanzine che allora stampavamo insieme: la mitica "Uno Squalo Per Amico News". L'articolo è ancora attuale. Lo trovate qui:
venerdì 23 novembre 2012
Sempre più... Svizzera!
Questo è l'articolo sul Corriere del Ticino di ieri. Sta a vedere che è molto più facile (e gratificante) parlare di mare in Svizzera che in Italia!
venerdì 19 ottobre 2012
Un libro e un appuntamento
Il 30 ottobre, alle 17, presso il Museo della Marineria di Cesenatico, il libro "Where to go and what to eat", pubblicato in questi giorni dalla Aracne.
Il libro, come mi scrive uno dei due editor, Annalisa Zaccaroni (l'altro è Dino Scaravelli, e sono entrambi amici e colleghi che conosco bene) "nasce come presentazione dei contributi presentati al meeting svoltosi a Cesenatico il 22 Maggio 2010 ed organizzato dal Corso di Laurea in Acquacoltura ed Igiene delle Produzioni Ittiche dell’Università di Bologna, nell'ambito delle iniziative del Gruppo di Ricerca sui Grandi Vertebrati Pelagici. L’idea è quella di riunire in un unico testo alcuni spunti su quelli che sono i principali fattori ecologici che condizionano le scelte evolutive dei mega-vertebrati marini, focalizzando l’attenzione sulle catene trofiche e sulle migrazioni, analizzate in diversi modelli animali marini (elasmobranchi, tartarughe marine e cetacei)".
Il libro, che essendo una pubblicazione prettamente scientifica, è in inglese, è appunto un compendio di interventi di vari autori, che toccato tematiche diverse: dalle conseguenze per la catena alimentare a seguito della perdita di predatori al top, come gli squali, al caso dei capodogli spiaggiati nel 2009 al Gargano; dall'identificazione dei rischi per delfini e tartarughe dell'Adriatico, a uno studio sullo squalo bianco in Sudafrica; dai Cetacei del Golfo di Trieste alle stenelle del Tirreno. E così via.
I lavori sono sicuramente interessanti ed è un bene che siano stati pubblicati gli atti di quel convegno, dal momento che non è che l'Italia sia ricca di iniziative come questa.
Se venite a Cesenatico, tra l'altro, prendete i proverbiali due piccioni con una fava, visto che al Museo della Marineria, dal 20 ottobre al 18 novembre, c'è una mostra da vedere, dedicata alla baleneria. Attraverso immagini d’epoca quali stampe, dipinti, fotografie, la mostra ripercorre la storia secolare della caccia alla balena: un'attività umana oggi per fortuna quasi scomparsa, che ha tuttavia scritto pagine memorabili della marineria. Le immagini provengono dall'archivio di Giancarlo Costa, giornalista e fotografo che ha curato la mostra, realizzata in collaborazione con l’Acquario Civico di Milano.
Ci vediamo a Cesenatico.
Ci vediamo a Cesenatico.
giovedì 9 agosto 2012
Una piccola vittoria per gli squali
Nel luglio appena trascorso, una bella notizia, relativa a squali e razze ha avuto una certa attenzione e visibilità, soprattutto sul web.
10 specie, fra squali e razze appunto, già incluse nell'Allegato III della Convenzione di Barcellona, saranno "promosse" all'Allegato II.
L'Allegato III prevede che il prelievo delle specie che ne fanno parte debba essere regolamentato.
L'Allegato II comporta invece che i paesi del Mediterraneo debbano intraprendere "massimi e cooperativi sforzi per la loro protezione e il ripristino, tramite il controllo o il divieto di cattura e di vendita, il divieto di danneggiare il loro habitat, e l'adozione di misure per la loro conservazione".
Prima di vedere perché la ritengo solo una piccola vittoria, vediamo la situazione di queste 10 specie:
- canesca o cagnesca: popolazione diminuita del 99,97% negli ultimi 25 anni
- mako (nella foto): popolazione diminuita del 99,99% negli ultimi 106-135 anni
- smeriglio: popolazione diminuita del 99,99% negli ultimi 106-135 anni
- razza rotonda: significativo declino negli ultimi 50 anni
- razza maltese: considerata minacciata di estinzione imminente
- 2 specie di pesce chitarra: una volta comuni, adesso virtualmente scomparse
- 3 specie di squalo martello: popolazione diminuita del 99,99% negli ultimi 107-178 anni
Avete letto bene? E questo nonostante fossero già protette dall'Allegato III della Convenzione. Ok, il fatto che queste specie abbiano meritato attenzione prima e un'azione concreta poi, fa molto piacere. Non è che gli squali abbiano spesso di queste attenzioni... Però, siamo sinceri, nella situazione in cui queste specie si trovano, quali cambianti effettivi e concreti questa decisione otterrà? Quanto dovremo aspettare perché i paesi del Mediterraneo aderenti alla Convezione "intraprendano massimi e cooperativi sforzi..."?
Avete letto bene? E questo nonostante fossero già protette dall'Allegato III della Convenzione. Ok, il fatto che queste specie abbiano meritato attenzione prima e un'azione concreta poi, fa molto piacere. Non è che gli squali abbiano spesso di queste attenzioni... Però, siamo sinceri, nella situazione in cui queste specie si trovano, quali cambianti effettivi e concreti questa decisione otterrà? Quanto dovremo aspettare perché i paesi del Mediterraneo aderenti alla Convezione "intraprendano massimi e cooperativi sforzi..."?
giovedì 16 febbraio 2012
Squali all'attacco
Un mio articolo pubblicato su sottobosco.info:
Attenti allo squalo!
Attenti allo squalo!
Il fenomeno degli attacchi di squali verso esseri umani non è mai stato veramente tale. Nonostante ogni notizia del genere faccia ovviamente molto scalpore sui media, i numeri degli attacchi di squali sono davvero risibili. Basta dare un’occhiata al sito dell’International Shark Attack File, cioè il registro mondiale degli attacchi, per rendersi conto che si parla di poche decine di casi all’anno, pochissimi dei quali mortali. Dal 2000 al 2011 sono stati registrati in media ... Leggi il resto...
giovedì 29 dicembre 2011
2011: l'anno degli squali?
Forse è troppo dire che il 2011 è stato l'anno degli squali. Questi animali sono ancora costantemente sotto attacco in tutto il mondo, e il loro sterminio continua. Ma possiamo dire che il 2011 è stato un anno con ottime iniziative per la conservazione degli squali.
A segnare in maniera indelebile questi sviluppi, la nascita di alcuni Santuari dove le pesca agli squali è proibita. Queste aree coprono ora un territorio di oltre 4,7 milioni di chilometri quadrati, più del doppio della superficie della Groenlandia.
Al di là dell'effettivo valore di queste iniziative, decisamente positivo, ci sono anche alcune perplessità: ad esempio come fare rispettare i divieti di pesca, in aree marine così ampie che sono praticamente impossibili da controllare. Ma tant'è, meglio un'iniziativa con qualche oggettiva difficoltà, che niente.
Vediamo dunque questi santuari nati nell'anno che sta per finire:
- giugno: la Micronesia inizia il processo per la creazione di santuario regionale di protezione per gli squali
- giugno: il Presidente dell'Honduras dichiara le acque nazionali della nazione, Santuario degli squali dove la pesca è proibita (si tratta di un territorio pari a due volte il Regno Unito)
- settembre: Tokelau, un piccolo territorio che comprende tre atolli al largo della Nuova Zelanda, dichiara il proprio territorio Santuario per squali, cetacei e tartarughe
- ottobre: come abbiamo già visto, le Isole Marshall dichiarano la nascita del più grande Santuario al mondo, per la protezione degli squali
In tutto questo va riconosciuto il ruolo fondamentale che ha avuto il Pew Environment Group.
Sono, in definitiva, poche iniziative rispetto al tanto che si dovrebbe fare, ma vogliamo interpretarli come segnali di un cambiamento.
Buon anno nuovo!
Sono, in definitiva, poche iniziative rispetto al tanto che si dovrebbe fare, ma vogliamo interpretarli come segnali di un cambiamento.
Buon anno nuovo!
martedì 27 dicembre 2011
Il Santuario degli squali
La notizia non è nuovissima, ma mi pare ci stia benissimo in questo clima di festa: il 2 ottobre scorso, il presidente delle Isole Marshall Jurelang Zedkaia, ha proclamato la nascita del Santuario degli squali delle Isole Marshall.
In pratica, il parlamento di questa repubblica presidenziale - diventata indipendente nel 1979 dopo essere stata una colonia degli Stati Uniti - ha vietato la pesca commerciale degli squali in un territorio di ben 2 milioni di chilometri quadrati, attorno alle isole stesse (vedi cartina).
La nascita del santuario non ha solamente un valore simbolico. Il territorio protetto è molto ampio, e il divieto totale di pesca commerciale di squali è una delle misure più forti che siano state adottate da uno stato, a livello mondiale.
Molto interessanti anche le motivazioni che stanno alla base di questa misura. Esse sono infatti un misto di interesse economico, legate alle caratteristiche ecologiche e biologiche dell'ambiente marino delle Marshall, unitamente a una dichiarazione implicita dell'importanza degli squali per gli ecosistemi marini.
Il ragionamento è questo. L'economia delle isole Marshall è basata prevalentemente sul turismo, sull'artigianato locale e sulla pesca. Gli squali, in cima alla catena alimentare, tengono sotto controllo il numero dei pesci che vivono attorno agli atolli. Senza gli squali, i pesci più grandi proliferano e riducono, predandoli attivamente, i pesci più piccoli. Ma questi ultimi sono essenziali per il mantenimento in salute della barriera corallina. Ad esempio senza i pesci che raschiano le alghe incrostanti, i coralli vengono soffocati dalle alghe stesse. Ancora, i pesci che mangiano plancton mantengono la catena alimentare in equilibrio, evitando esplosioni algali che metterebbero a rischio la vita dei coralli.
Infine, i pesci piccoli, che diminuirebbero senza il controllo che gli squali effettuano sui pesci più grandi, sono anche i preferiti... dai turisti nei ristoranti locali.
Insomma, la provata importanza degli squali per gli ecosistemi marini, si ripercuote anche sull'economia. Comprendere questo ruolo, e metterlo al riparo con norme adeguate, è un modo intelligente e lungimirante di amministrare il territorio e salvaguardare l'ambiente.
Le isole Marshall sono un punto nell'oceano. Applaudiamo all'iniziativa che hanno voluto intraprendere, senza dimenticare che nel resto del mondo, la strage continua.
Infine, i pesci piccoli, che diminuirebbero senza il controllo che gli squali effettuano sui pesci più grandi, sono anche i preferiti... dai turisti nei ristoranti locali.
Insomma, la provata importanza degli squali per gli ecosistemi marini, si ripercuote anche sull'economia. Comprendere questo ruolo, e metterlo al riparo con norme adeguate, è un modo intelligente e lungimirante di amministrare il territorio e salvaguardare l'ambiente.
Le isole Marshall sono un punto nell'oceano. Applaudiamo all'iniziativa che hanno voluto intraprendere, senza dimenticare che nel resto del mondo, la strage continua.
mercoledì 19 ottobre 2011
Gli squali fanno festa, parte Sharklife
I fondi fanno parte dei bandi Life, e questo è il primo progetto Life mai approvato e finanziato sugli squali. Una bella novità davvero.
Sharklife contiene azioni molto importanti e alcune veramente innovative. Ad esempio la sperimentazione di strumenti che, applicati alle reti da posta, cioè quelle lasciate fisse in mare e non controllate continuamente dal pescatore, possano avvisare con un segnale via radio della presenza di uno squalo elefante impigliato (ma ci si immagina che possa funzionare anche per altre specie, come le tartarughe marine).
Poi si promuoverà la diffusione degli ami circolari, invece che quelli più diffusi a forma di U, perchè consentono di abbassare notevolmente il numero di Trigoni viola (e di tartarughe marine) che vi restano allamati. Tutta una parte sarà rivolta ai pescatori sportivi e alla promozione e diffusione della pratica del “tag and release”: cioè gli squali catturati durante le gare di pesca sportive devono necessariamente essere rilasciati, possibilmente dopo essere stati marcati.
Verrà anche redatto il piano di azione nazionale per la conservazione degli squali e molte iniziative sono rivolte all’educazione e alla sensibilizzazione.
Fondazione Cetacea è, insieme a molti altri enti, partner del progetto, il quale durerà fino alla fine del 2014.
Un ottimo segnale e un bel messaggio a favore dei più bistrattati e ignorati fra i signori del mare.
venerdì 30 settembre 2011
Buon Viaggio Adriatico!
L'ebook "Viaggio Adriatico. Delfini, squali, tartarughe e altre storie: vita di un mare molto particolare." è finalmente pronto!
Lo trovate già in vendita a 7,99€ sul sito dedicato, dove potete anche leggere l'indice del libro e l'Introduzione. Fra qualche giorno sarà in vendita anche nelle librerie on-line, a 9,99€.
Viaggio Adriatico è la versione ebook del libro che uscirà a settembre 2012?
No, quello di settembre prossimo è un altro libro, in versione cartacea, il cui titolo, ancora provvisorio è: "Cosa non farei per te. Storie vere di delfini, uomini e balene"
Perché un ebook?
Questo ebook nasce come una raccolta di scritti, che ho prodotto negli ultimi anni, adeguatamente rivisti e aggiornati, a quali ho voluto dare una veste più consona, un contesto più maturo. L'ebook, che lo si voglia o no, è l'editoria del futuro. Pubblicarlo in ebook mi ha consentito di farlo in tempi brevi (ci tenevo che uscisse prima del libro nuovo) e di renderlo disponibile a un prezzo decisamente accessibile.
Come si legge un ebook?
Viaggio Adriatico è disponibile in due formati: pdf e epub. Un file PDF lo puoi leggere direttamente dal tuo pc, scaricando il programma gratuito Adobe Reader. Un file EPUB lo puoi leggere con praticamente con tutti i lettori elettronici (eReader) in commercio, oppure direttamente dal tuo pc, scaricando il programma gratuito Adobe Digital Editions.
Di cosa parla Viaggio Adriatico?
Per molti l'Adriatico è un mare minore: acque troppo basse, spesso torbide, fondali limacciosi. Un mare per turisti che ne amano soprattutto le spiagge e le rive che degradano dolcemente. Pochi ne apprezzano la biologia e la varietà di vita; pochissimi lo conoscono per davvero. Questo è un libro sull’altro Adriatico, quello “sotto”, quello vivo e a volte dimenticato. Appunti, notizie, storie, raccontano di delfini, balene, tartarughe, pesci luna, squali, tonni, pesci, molluschi e crostacei che lo popolano così come riempiono le oltre 160 pagine di questo libro. Un mare che è come una culla. Le acque basse sono un rifugio, e se poi sono anche ricche di cibo ecco che diventano un ambiente accogliente e florido. Ma anche un mare fragile e delicato, messo in pericolo ogni giorno dagli scarichi di mille città, da una pesca intensiva, dalla maleducazione o l’incuria di chi non sa, per ignoranza o per pigrizia, apprezzarne le qualità oltre alle belle coste e ai porti accessibili. Buon Viaggio Adriatico.
Perché un ebook?
Questo ebook nasce come una raccolta di scritti, che ho prodotto negli ultimi anni, adeguatamente rivisti e aggiornati, a quali ho voluto dare una veste più consona, un contesto più maturo. L'ebook, che lo si voglia o no, è l'editoria del futuro. Pubblicarlo in ebook mi ha consentito di farlo in tempi brevi (ci tenevo che uscisse prima del libro nuovo) e di renderlo disponibile a un prezzo decisamente accessibile.
Come si legge un ebook?
Viaggio Adriatico è disponibile in due formati: pdf e epub. Un file PDF lo puoi leggere direttamente dal tuo pc, scaricando il programma gratuito Adobe Reader. Un file EPUB lo puoi leggere con praticamente con tutti i lettori elettronici (eReader) in commercio, oppure direttamente dal tuo pc, scaricando il programma gratuito Adobe Digital Editions.
Di cosa parla Viaggio Adriatico?
Per molti l'Adriatico è un mare minore: acque troppo basse, spesso torbide, fondali limacciosi. Un mare per turisti che ne amano soprattutto le spiagge e le rive che degradano dolcemente. Pochi ne apprezzano la biologia e la varietà di vita; pochissimi lo conoscono per davvero. Questo è un libro sull’altro Adriatico, quello “sotto”, quello vivo e a volte dimenticato. Appunti, notizie, storie, raccontano di delfini, balene, tartarughe, pesci luna, squali, tonni, pesci, molluschi e crostacei che lo popolano così come riempiono le oltre 160 pagine di questo libro. Un mare che è come una culla. Le acque basse sono un rifugio, e se poi sono anche ricche di cibo ecco che diventano un ambiente accogliente e florido. Ma anche un mare fragile e delicato, messo in pericolo ogni giorno dagli scarichi di mille città, da una pesca intensiva, dalla maleducazione o l’incuria di chi non sa, per ignoranza o per pigrizia, apprezzarne le qualità oltre alle belle coste e ai porti accessibili. Buon Viaggio Adriatico.
sabato 24 settembre 2011
venerdì 12 agosto 2011
Per gli squali
Il recente Piano d'Azione europeo per la protezione degli squali non affronta alcune questioni invece fondamentali: il divieto europeo sul finning contiene ancora possibili scappatoie al Regolamento, non tutela diverse specie in pericolo e non pone ai pescherecci europei limiti di cattura per diverse specie target.
Dal 15 al 23 ottobre si svolgerà anche quest'anno la Settimana Europea dello Squalo, a cura della Shark Alliance. A questa è collegata una petizione per sollecitare i Ministri della Pesca affinché proteggano gli squali dalla pesca eccessiva e dal finning.
Ecco, concretamente, cosa puoi fare:
1. firma la petizione e spargi la voce
2. informati e fai circolare le informazioni
3. raccogli altre firme
4. partecipa agli eventi della Settimana Europea dello Squalo
Dal 15 al 23 ottobre si svolgerà anche quest'anno la Settimana Europea dello Squalo, a cura della Shark Alliance. A questa è collegata una petizione per sollecitare i Ministri della Pesca affinché proteggano gli squali dalla pesca eccessiva e dal finning.
Ecco, concretamente, cosa puoi fare:
1. firma la petizione e spargi la voce
2. informati e fai circolare le informazioni
3. raccogli altre firme
4. partecipa agli eventi della Settimana Europea dello Squalo
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