Così, nelle ore a casa mi capita di trovare dei ritagli di tempo per cose per le quali di solito non ne ho mai. E ieri ho dato anche una sistemata ai miei libri. In casa abbiamo libri principalmente in due stanze. In salotto ci sono molti libri miei e di mia moglie, quasi tutti di narrativa e diversi saggi, più la sempre crescente collezione di libri per ragazzi di mia figlia, la più grande. Ci sono poi diversi libri “dormienti” sui comodini, uno o due quasi sempre in bagno, altri abbandonati nella camera dei bimbi. Poi c’è la piccola stanza in fondo al corridoio.
Questa stanzetta ha, al momento, tre funzioni: è il ripostiglio delle cianfrusaglie (giocattoli ingombranti, scarpe, borse e zaini, e altro; da due mesi è la stanza di Baffo, il nostro gattino; infine c’è il mio angolino, quelo che vedete nella foto, con una piccola scrivania, il pc e la stampante, uno scaffalino da parete con i miei CD (off limits per i bimbi), una piccola libreria e la
mia mensola.
I libri di questa stanza non sono quasi mai di narrativa. Chi la fa da padrone è il mare, anche se ci sono anche altri argomenti, più o meno scientifici. Mi piace guardare e riprendere in mano e sfogliare questi libri, perchè moltissimi di loro per me rappresentano qualcosa, una storia, un periodo della mia vita, un ricordo di qualcuno.
Sulla libreria ci sono ad esempio tutti i miei libri di etologia e comportamento animale. Ricordi di un vecchio esame per l’accesso dottorato in etologia (non passato…) ma ripresi in mano molto volte per curiosità, interesse o ricerche. Nello scaffale sotto, la mia collezione della rivista Adriatico, per la quale scrivo, e il gruppone di libri sugli squali. Ne ho molti, sia italiani che inglesi, e buona parte di questi sono stati un prezioso regalo della mia amica Irene Bianchi, biologa e squalologa, che in occasione di un trasloco mi ha passato una parte della sua sterminata collezione.
Poi c’è la mensola che, appesa proprio sul muro accanto alla scrivania, raccoglie libri a cui sono molto affezionato, per diversi motivi.
Un gruppo di questi sono la base su cui ho lavorato per il mio ultimo libro, che è attualmente “in giro per editori” in cerca di pubblicazione, e dunque ancora libro, veramente, non è. Sono tutti libri inglesi, soprattutto americani, comprati usati su librerie on-line come BetterWorld e AbeBoooks. Pagati pochi dollari, hanno il fascino delle cose usate, con sottolineature e appunti lasciati chissà da chi, e ai quali si sono aggiunti i miei segni.
Poi ci sono le copie dei libri che ho scritto io, Il mare che non ti aspetti, quello sulle tartarughe marine, quella sull’ambiente della provincia di Firenze, quello sui pesci di acquario e poi anche libri in cui dentro c’è un mio contributo, uno sull’Adriatico, uno sulla Pet Teraphy.
Molti altri sono i libri che io chiamo “di quelli che conosco”, cioè opere di autori che conosco di persona o che comunque ho incontrato qualche volta. “Abbecedario Adriatico” e “Un mare. Orizzonte adriatico” di
Fabio Fiori (un amico biologo romagnolo), “Il dilemma della sfinge” di
Notarbartolo di Sciara, “Cosa fanno gli squali tutto il giorno nel mare?” della vulcanica
Eleonora de Sabata, “Che cos’è la bioetica animale” di Barbara de Mori (la conosco da poco, fa parte come me del gruppo di lavoro ministeriale per la redazione delle Linee Guida sugli spiaggiamenti di Cetacei vivi), “Le mie balene” di Maddalena Jahoda, “Una scelta di vita” di Luca Pagliari (me l’ha regalato in occasione di una presentazione che abbiamo fatto insieme alla darsena di Rimini), “Com’è profondo il mare” di Tete Venturini, “Tra sabbie e scogliere” di Attilio Rinaldi (Direttore del Centro Ricerche Marine di Cesenatico), “Angel” di
Antonietta Righetti.
I libri della mensola si completano con qualche volume a cui tengo particolarmente, non so, “L’origine delle specie” di Darwin, una biografia dello stesso Darwin, “Piano B 3.0” di Lester Brown, “La scimmia nuda” (uno dei miei preferiti) e “La mia vita con gli animali di Desmond Morris, l’autobiografia di Bill Russell (grande cestista degli anni ’60-’70), l’autobiografia di B.B. King (il re del Blues), un libro sulla
Caulerpa taxifolia (l’alga assassina…) e uno sulla storia del Celacanto (il pesce
Latimeria chalumnae, un vero fossile vivente) più qualcosa d’altro.
Mi piace come questi libri segnino un percorso, come sassolini caduti lunga la via della mia vita, professionale e non. E so che dovunque andrò, li porterò con me. E sono curioso di sapere quali altri avranno l’onore di “salire sulla mensola”, durante il cammino.