sabato 18 dicembre 2010

Insidiose reti

Il 7 novembre ho scritto questo post sul problema della plastica e dei rifiuti in mare. Due giorni dopo ho ricevuto una mail, che pubblico qui integralmente. Mi scuso con l'autore della mail per avere lasciato la sua mail così a lungo "in attesa". Non sempre quello che vorrei fare coincide con quello che ho il tempo di fare.

"Gentile Dott. Marco Affronte,
abito a Senigallia in provincia di Ancona; sono solito leggere il suo blog, e proprio oggi ho visto che riportava la notizia relativa alla massiccia presenza di rifiuti di ogni genere in mare.
Premetto che sono un assiduo frequentatore del litorale senigalliese sia in inverno che in estate e negli ultimi anni ho avuto modo di constatare la presenza continua di reti in plastica, di forma cilindrica, di lunghezza variabile da alcuni decimetri sino anche a più di 3 metri di colore bianco. Ad occhio le assicuro che costituiscono per lo meno la metà di tutto il rifiuto che il mare ci riconsegna, senza prendere in considerazione rami, tronchi o quant'altro di origine organica. Incuriosito ho deciso di svolgere una piccola indagine personale riuscendo a risalire alla tipologia di attività che produce questo rifiuto: gli allevamenti di cozze. Tali reti, in gergo dette calze, vengono usate per contenere i mitili durante il loro accrescimento in acqua. Ho già segnalato la cosa al locale ufficio marittimo e mi hanno detto che provengono da nord, perciò ho deciso di scriverle per sapere se nella vostra zona avete mai avuto segnalazioni o avete mai riscontrato tale fenomeno. Ne ho verificato la presenza, oltre che su tutto il litorale Nord e Sud di Senigallia, anche a Marotta , tra Marotta e Torrette di Fano ed infine un mio parente me ne ha confermato la presenza anche sulla spiaggia di Falconara Marittima. Ritengo che il fenomeno sia particolarmente dannoso per la fauna marittima dato che possono essere facilmente ingoiate. In allegato alcune foto, così che si possa fare un'idea di come son fatte.

P.S.: le 3 buste le ho raccolte a metà settembre in un'ora su 300 m di spiaggia a Senigallia. In quei giorni il mare ne ha depositate un gran quantitativo, molto sopra alla media."

Ammetto di non conoscere il problema, O meglio, non so se davvero esiste un "problema reti di allevamento cozze". Sto facendo qualche ricerca, ma se intanto qualcuno sa qualcosa di più, i commenti sono benvenuti.

3 commenti:

  1. carissimo dott. Affronte
    quello che riporta il lettore lo posso confermare da testimone diretto,quale frequentatore per la maggior parte dell'anno dell'alto Adriatico, affermando in oltre che queste calze creano anche gravi problemi alla navigazione impigliandosi nelle eliche e timoni delle imbarcazioni grandi e piccole che siano, compromettendo in modo grave la sicurezza della navigazione soprattutto se questi "incagli" avvengono in condizioni meteo marine non favorevoli.
    In mare creano agglomerati di reti e rami a volte grandi diverse decine di metri di raggio non lasciando possibilità a quegli uccelli che vi si posano o a quei pesci che fra esso cercano riparo,non contando i danni che provocano alle specie che vivono a stretto contatto del fondo,in superficie si raccolgono lungo i tagli di corrente creando striscie lunghe anche diverse miglia
    Il fenomeno è enorme e necessita assolutamente di intervento ...

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  2. Grazie per il contributo William, dunque un problema esiste davvero ed è anche bello grosso.

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  3. A Senigallia il mare continua a consegnarne una gran quantità. Costituiscono la maggior parte del rifiuto in plastica. Comunque il problema sembra essere "nazionale"; facendo una ricerca su google ho trovato diverse segnalazioni dal veneto alla puglia.

    Spero che se esiste un inferno come se lo era immaginato Dante, questi signori, che ora gettano le "calze" in mare, vengano costretti all'infinito a ripulire una spiaggia ed ogni volta che finiscono, una bella mareggiata gli riempie il bagnasciuga di reti un'altra volta...

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