lunedì 27 novembre 2006

Delfini adriatici in pericolo

ACCOBAMS è una sigla lunghissima che sta grosso modo per “Accordo per la conservazione dei Cetacei del Mediterraneo e del Mar Nero”. L’ACCOBAMS è un insieme di ricercatori e enti di ricerca di diverse nazioni affacciate su questi due mari, che lavora per la conservazione di balene e delfini, e che produce ottime documentazioni sullo stato di salute di questi mammiferi marini.
A marzo ha pubblicato un aggiornatissimo report sulle condizioni delle popolazioni di delfini e balene del Mediterraneo, e quindi anche del nostro Adriatico. E i risultati non sono particolarmente incoraggianti. Delle otto specie regolarmente presenti in Mediterraneo, due sono classificate come in altissimo pericolo di estinzione, altre due come vulnerabili (alto pericolo di estinzione) e di ben quattro non ci sono dati sufficienti per decidere.
In Adriatico l’unica specie regolarmente presente è il tursiope (Tursiops truncatus), cioè il delfino più conosciuto, il classico flipper dei telefilm e di tanti delfinari. La popolazione di tursiopi in Mediterraneo è considerata vulnerabile, cioè come detto ad alto rischio di esntizione. E in Adriatico la situazione è ancora peggiore. Infatti i compilatori del report sottolineano che se la popolazione di delfini tursiopi dell’Adriatico fosse considerata separatamente essa sarebbe catalogata come Endangered, cioè ad altissimo rischio di estinzione.
I dati infatti mostrano un declino dei delfini in Adriatico, intenso e rapido: si parla di una riduzione del 50%, negli ultimi 50 anni.
A rendere il quadro un po’ meno preoccupante è l’idea che il declino sia stato causato anche, almeno fino agli ’70-80 da una vera e propria “caccia al delfino”. Questo mammifero veniva infatti visto come un competitore che predava le stesse specie di pesci che noi mangiamo, così veniva attivamente cacciato e ucciso come si fa per le specie “infestanti”. Al punto che nel 1939 il Ministero per l'Agricoltura e le Foreste emanò il Decreto di cui vi ho parlato in un vecchio post. Questo Decreto ora non esiste più e i Cetacei sono tutti, a diversi livelli, specie protette. Ma ancora molte minacce ne mettono in pericolo la sopravvivenza: la riduzione delle loro prede a causa di una pesca eccessiva, il progressivo degradarsi dei loro ambienti naturali (inquinamento, cambiamenti climatici), le catture accidentali in attrezzi da pesca.
Molto lavoro c’è ancora da fare, per salvaguardare questi nostri amici adriatici.

martedì 21 novembre 2006

Risorge Sole

Il 31 luglio è arrivata al nostro Ospedale delle Tartarughe una tartaruga ferita, di circa 50 cm, che è stata chiamata Sole. Era stata trovata agonizzante a Ravenna, colpita alla testa da un'elica o da una chiglia di una barca. Aveva il cranio orribilmente fratturato, con una ferita molto profonda che passava trasversalmente dietro agli occhi. Le condizioni, al di là della ferita stessa, erano pietose ed erano evidenti i danni neurologici causati dal colpo. Sole si lasciava galleggiare in acqua, con le zampe paralizzate, non mangiava, non nuotava, non faceva niente, tranne degli spasmi che le prendevano alla testa e alle zampe quando stimolata. Il veterinario che le ha fatto la TAC suggeriva di praticarle l'eutanasia; io ero d'accordo. Solo il nostro veterinario responsabile, Giordano Nardini, non mollava. Ha cominciato per Sole una terapia di applicazioni laser. Per farla mangiare, ogni giorno la catturavamo e tenendola ferma (all'inizio con poca fatica) le mandavamo giù, con un tubo, del pesce frullato. I giorni passavano e Sole resisteva e ogni tanto qualcosa cambiava. In meglio. Era sempre più difficile tenerla ferma per intubarla, cioè acquistava forza. Poi ha cominciato a mangiare pesci interi, pur sempre catturandola e spingedogli a forza nell'esofago: ma almeno li ingoiava. Ha cominciato a fare piccoli movimenti con le zampe anteriori, poi timidi tentativi di immersione, sgraziati e inefficaci, ma almeno ci provava. Poi sempre di più e sempre meglio fino a riuscire a stazionare sul fondo della vasca, quando voleva. Anche nel mangiare era sempre più autonoma, ma sempre se imboccata. Mentre la ferita si è ormai, grazie al laser, riemarginata. E ieri la sorpresa... ha mangiato da sola!!
Non riesco con le parole (e con la memoria) ha ripercorrere esattamente il percorso compiuto da Sole, fatto di piccoli passi, giorno dopo giorno, sotto gli occhi attenti e caritatevoli dei nostri volontari. Ma è stata una lenta e costante risalita, un risorgere.
Non sappiamo se Sole potrà tornare in mare, la TAC (nella foto mentre le fanno l'anestesia) non è bellissima e quasi sicuramente ha i nervi olfattivi tranciati (cioè non sente gli odori). Ma vederla attivamente mangiare e nuotare, che spettacolo e che soddisfazione.
E che smacco per l'insensibile e pratico biologo che le avrebbe praticato l'eutanasia senza troppi ripensamenti...

mercoledì 1 novembre 2006

E convegno fu

E così il convegno è arrivato, ed è passato. Ora sono a casa, a ricaricare le pile e ci torno col pensiero, a freddo. E rivivo la grande soddisfazione e le belle sensazioni provate. Settimane e settimane di lavoro, di contatti, di telefonate, di ore al computer, di budget da limare, di cose da stampare, di programmi da stendere, di modifiche, di arrabbiature, di colpi messi a segno. E alla fine posso dire di avere realizzato il convegno che volevo, come lo volevo. Duecento giovani, studenti soprattutto, in platea; e i ricercatori che di solito si occupano di squali, delfini e tartarughe di questo mare, erano qui. Abbiamo parlato, discusso, mangiato e bevuto insieme, abbamo appianato vecchi dissapoti, aperto nuove collaborazioni, ci siamo fatti promesse e raccontato pettegolezzi. Ci sono state presentazioni interessanti e altre meno, stimolanti o "di routine". C'era la stampa, i media, i curiosi e gli invidiosi. Ho avuto tanti complimenti per quello che ho/che abbiamo fatto. Adesso, tranquillo, a casa mia, comincio già a dimenticare la fatica e ricordo solo le soddisfazioni.
Bene così, mi serviva questa boccata di ottimismo, questo infuso di fiducia; una scossa professionale molto forte per ritrovare motivazioni ultimamente un po' smarrite. A gennaio compirò dieci anni di questo lavoro. Il convegno di Cattolica è stato uno dei punti più alti di questa avventura. Grazie a chi c'era e se passate di qui, fatemi avere le vostre impressioni.