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sabato 8 febbraio 2014

Delfinari: e se fosse l'inizio della fine?

Un mio articolo pubblicato su Mareeonline.com

Delfinari nella bufera: qualcosa sta cambiando?
Il SeaWorld è un colosso da oltre 1,4 miliardi di dollari all'anno, incassati grazie ai suoi "parchi di divertimento", una dozzina, in alcuni dei quali delfini e orche si esibiscono da ormai 50 anni. Ma nel 2013 il gigante ha vacillato paurosamente e continua a tremare. Tutto per colpa ... Leggi il resto...

martedì 24 settembre 2013

Delfinario, "simbolo" superato

Questa è lettera che ho mandato ieri ai quotidiani della mia città, sempre sulla questione del Delfinario di Rimini.

"Leggendo i titoli dei quotidiani, stamattina ma anche nei giorni scorsi, relativamente alla questione del Delfinario, se ne ricava l'impressione che tutta la città di Rimini si sia mobilitata per riavere i "suoi" delfini.
Scrivo per testimoniare che c'è invece chi ritiene, come me, che la città si sia finalmente liberata di una proposta di intrattenimento obsoleta, ed eticamente ormai impresentabile.

Ho espresso più volte le mie perplessità sulle modalità e sulla spettacolarizzazione con cui è stato effettuato il sequestro. L'ho fatto a parole e nei fatti, al punto da avere deciso, quel giorno, di accettare l'offerta dei legali e dei rappresentanti del delfinario, ad agire come consulente di parte della struttura stessa, ma con il compito ben preciso di controllare che le operazioni di cattura e di trasporto degli animali dalla vasca al camion avvenissero nel massimo rispetto della sicurezza e del benessere degli animali.

Capisco la volontà della proprietà di ribattere alle tremende accuse di maltrattamento, accuse nel merito delle quali non intendo entrare, così come capisco le preoccupazioni di chi vede seriamente minacciato il proprio posto di lavoro o la propria azienda.
Ma invito le sorelle Fornari e l'Amministrazione comunale, tra le quali sembra improvvisamente essere scoppiato l'amore, a prendere in considerazione l'idea di rilanciare un nuovo progetto, culturale, educativo e innovativo, dedicato al nostro mare, ma che non preveda più i delfini. La nostra città langue dal punto di vista dell'offerta culturale, e non ha una vera e propria cultura del mare (e quella che ha, la tratta pure male). Una svolta di questo tipo, che si lasci indietro vecchi modelli di "divertimento" non etico, diseducativo e anacronistico, sarebbe la benvenuta.

A me hanno sconcertato le dichiarazioni del sindaco di Rimini, ad aprile scorso, secondo cui "il delfinario è una realtà strategica, qualificante e coerente con la natura e gli obiettivi turistici di questa città". Non sarebbe invece ora di puntare su modelli di turismo e culturali molto più attuali, validi ed educativi? Cosa c'è di qualificante nel vendere ai turisti lo spettacolo di quattro delfini che saltano a comando in una vasca di cemento?

A chi mi fa notare che i delfini sono comunque in un altro delfinario, e per loro non cambia nulla, rispondo che purtroppo è vero. E' ora che si pensi alla maniera di mandare queste strutture a termine. Basterebbe impedire l'importazione di delfini nel nostro paese. In questo modo, visto che quasi ovunque le morti di delfini superano le nascite, nel tempo il problema si risolverebbe da solo. Stabilito questo però, io affermo che 4 delfinari, nel nostro paese, sono meglio dei 6 che c'erano un anno fa (ha chiuso anche il delfinario di Gardaland). Meno luoghi dove ai nostri bambini viene passata l'idea che gli animali sono "a disposizione" dell'uomo, per profitto e per divertimento. Meno luoghi dove viene calpestata l'idea di rispetto e comprensione che dobbiamo ai nostri coinquilini su questo pianeta, valori che cerchiamo con fatica di trasmettere ai nostri ragazzi e nelle iniziative vi divulgazione e sensibilizzazione.

Il mondo corre in avanti, così come va avanti, progredisce e si modernizza il nostro rapporto con le altre creature viventi del pianeta. I delfinari sono sempre più anacronistici, obsoleti, superati. Non hanno più molto senso, sono anzi diseducativi. Passano un'idea culturale retrograda: gli animali al servizio dell'uomo per divertimento. Se questo è "coerente con la natura e gli obiettivi turistici di questa città" siamo destinati a essere lasciati indietro.
Più della metà delle nazioni Europee se ne sono già sbarazzati da tempo. L'uomo ha mille e più modi diversi per divertirsi, modi che non contemplano la sfruttamento e la lesione della dignità di altre creature viventi.

La città, con il delfinario, perde uno dei suo simboli? Può darsi, ma arriva un momento che anche i simboli fanno il loro tempo, e vale la pena di lasciarseli alle spalle, e di crearne di nuovi, attuali e magari anche più profondi e veri di una scatola di cemento con un triste circo dentro."

lunedì 12 agosto 2013

Meduse nel piatto

Pochi se ne sono accorti (Ugo Bardì sì, e ne ha scritto qui), ma la FAO in un report recente si preoccupa delle "esplosioni" di meduse che si verificano nei nostri mari impoveriti dall'overfishing, e consiglia... di mangiarle. D'altra parte, in oriente lo fanno da sempre.
Ne ho scritto in questo articolo per il blog "Risorse Economia Ambiente".

Mangeremo meduse
“Se non puoi combatterle… mangiale!”. C’è scritto proprio così, nel lungo rapporto che la FAO (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ha pubblicato la scorsa primavera. Un documento lungo oltre 60 pagine che racconta delle sempre più frequenti e abbondanti “fioriture” di meduse in Mediterraneo, dei danni che possono provocare, a diversi livelli. E di quali rimedi si possano mettere in campo per contrastarle, tra cui, appunto, l’idea... Leggi il resto dell'articolo

mercoledì 31 luglio 2013

Delfini intelligenti in edicola

Sul numero ora in edicola della rivista Focus Wild (rivolta soprattutto a ragazzini, ma apprezzata anche dagli adulti), c'è un mio articolo sull'intelligenza dei delfini.


sabato 27 luglio 2013

Stasera torna Jack il delfino

Stasera torno a presentare il mio ultimo libro "Jack il delfino e altre storie di mare." Lo farò alle 19,30 nell'ambito dell'evento "Paradisiaca".
Se siete in zona, ci vediamo lì.


venerdì 5 aprile 2013

Pensierini post-trasloco

Ben ritrovati a tutti. Torno dopo lunga assenza a causa di un massacrante trasloco, e relativi disagi, non ultimo la mancanza del collegamento a internet, che dura tuttora, nonostante abbia fatto richiesta, ai signori di Tiscali, già il 1 marzo... Vabbè.

Qualche pensierino qua e là.

- Continua la moria di stenelle in Tirreno, ne ho parlato qua. Ieri ero a Padova e ho chiacchierato con Sandro Mazzariol, responsabile del CERT (Cetacean stranding Emergency Response Team) e uno degli artefici della riorganizzazione della rete di intervento nazionale sui cetacei spiaggiati.
Siamo arrivati a oltre 90 esemplari spiaggiati, in pratica da inizio anno ad oggi. Un'ecatombe. Le cause al momento restano sconosciute, e questo nonostante l'ottimo lavoro svolto. Gli Istituti Zooprofilattici della costa interessata dal fenomeno, principalmente Toscana e Lazio, stanno lavorando benissimo e circa l'80% degli animali spiaggiati è stato analizzato e campionato a fondo. E quelli non sottoposti a necropsia è solo perché erano in stato di decomposizione troppo avanzata. Nella riorganizzazione della rete di intervento, gli Zooprofilattici sono adesso gli enti responsabili per gli spiaggiamenti di cetacei morti, e la cosa pare funzionare.
Le ipotesi sulle cause di questi spiaggiamenti sono diverse, ma nessuna, per ora, risolutiva.

- Ho cominciato a lavorare per il progetto Netcet, che ha per sottotitolo "Per la salvaguardia di Cetacei e Tartarughe marine dell'Adriatico". Finanziato con fondi europei, conta numerosi partner, da Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro e Albania.
E' un grosso progetto che ho visto nascere, quando ancora lavoravo per Fondazione Cetacea, e sono molto contento che abbiamo avuto il finanziamento e sia finalmente partito. Prevede diverse azioni, che potete leggere sul sito stesso.
Ora l'Università di Padova mi nuovamente "tirato dentro" al progetto, affidandomi alcune delle attività, in particolare la parte relativa ai corsi di formazione.

- Vi segnalo anche un lungo articolo, infatti lo abbiamo diviso in due parti, sul mondo sensoriale degli squali. E' appena uscito su Mare Mag. E', per la verità, un vecchio articolo, scritto a quattro mani con Irene Bianchi, che avevamo pubblicato su una... fanzine che allora stampavamo insieme: la mitica "Uno Squalo Per Amico News". L'articolo è ancora attuale. Lo trovate qui:

mercoledì 6 marzo 2013

Una splendida giornata

Uso il titolo della bella canzone di Vasco Rossi, per raccontare, con immagini, l'intensa giornata passata ieri a Porto S. Giorgio.
Al mattino, incontro a teatro con gli studenti di II e III media (circa 250 ragazzini).
Qui poco prima che i ragazzi arrivassero. Che emozione essere sul palco di un teatro! Anche se c'ero già stato.

I ragazzi sono arrivati. Si sono rivelati una platea non troppo facile e abbastanza... rumorosa. Ma tutto sommato direi che è andata molto bene.

Nel pomeriggio, alle 15, incontro con l'Assessore alla Cultura del Comune di Porto S. Elpidio. Persona disponibile e attenta. Abbiamo parlato di proposte e progetti interessanti.

Alle 18, presso la sala Castellani, presentazione del libro "Jack il delfino e altre storie di mare".

Alla fine, firme e dediche sui libri e foto di rito. Ho rivisto anche con piacere il mio amico Leonardo, un ragazzino che mi segue da quando era... un bimbo e che ieri ho rivisto molto cresciuto (infatti non l'avevo riconosciuto! Scusa Leonardo). Qui sotto, Lara.

Grazie a Flavia del CEA La Marina Ecoidee per la splendida giornata, finita a notte inoltrata.

I commenti del giorno dopo...








domenica 3 marzo 2013

Due incontri

Martedì 5 sarò a Porto S. Giorgio, per un doppio appuntamento.

Al mattino ripeterò l'esperienza meravigliosa dello scorso anno, e sarò al Teatro comunale della città, con la conferenza "Il mare che non ti aspetti". Nel 2012 ho parlato davanti a 300 bambini delle scuole elementari (vedi la foto qui di fianco), mentre martedì ci... proverò con i ragazzini delle medie (anzi, della scuola secondaria di I grado).

Nel pomeriggio, alle 18,00 appuntamento pubblico, a ingresso libero, per la presentazione di "Jack il delfino e altre storie di mare", presso la Sala Castellani (di fronte al Teatro comunale).

Questa full-immersion è possibile grazie all'organizzazione del Centro di Educazione Ambientale "La Marina Ecoidee", che ringrazio.

martedì 12 febbraio 2013

Il video che non ti aspetti

Gli studenti del laboratorio di cinema del Liceo Classico "G. Cesare-M. Valmigli" di Rimini hanno realizzato un breve cortometraggio che è ispirato al mio libro "Il mare che non ti aspetti", e ne porta anche il titolo.

Ne sono davvero onorato e lusingato, e vi invito a guardarlo qui, e semmai ad andare a lasciare un commento su Youtube.

P.S.: il blog va a rilento. Il mio impegno come candidato al Senato per il Movimento 5 Stelle mi porta via quasi tutto il tempo. Ma fra due settimane ritornerò ad essere "un naturalista in riva all'Adriatico". Sempre che non diventi... "un naturalista in Senato". 

buona visione


lunedì 28 gennaio 2013

La pesca europea in numeri

Un mio articolo pubblicato su Mare Mag.

Diamo i numeri sulla pesca europea
E’ stato pubblicato, proprio pochi giorni fa, il report sulla pesca professionale negli stati membri della Comunità Europea. Il dossier si chiama “Facts and Figures on the Common Fisheries Policy” e quel facts and figures sta proprio a significare che si tratta essenzialmente di una presentazione di dati. Sono oltre ... Leggi il resto...

martedì 22 gennaio 2013

Diamo un voto alla salute degli Oceani

Un mio articolo pubblicato su Mare Mag.

Come stanno gli Oceani?
Durante la scorsa estate ha fatto molto discutere la pubblicazione di un articolo, sul numero del 30 agosto della prestigiosa rivista Nature, che parlava dell’Ocean Health Index, in pratica, l’Indice di Salute degli Oceani. L’articolo era ... Leggi il resto...

giovedì 17 gennaio 2013

La Voce del Mare


A marzo del 2011 nasceva la rivista on-line Scienze-Naturali.it. Era, ed è, un'iniziativa di un gruppo di giovani, diversi dei quali ancora studenti. Io lessi una loro richiesta di ricerca di collaboratori e decisi di dare una mano scrivendo diversi articoli (allora, e tuttora, a titolo gratuito).

Ho visto crescere quella rivista a poco a poco fino a diventare quello che è oggi: un magazine con migliaia di lettori e con oltre 23.000 appassionati che la seguono su Facebook. 

Era da tempo che pensavo di realizzare una rivista on-line dedicata al mare, e la collaborazione con questi ragazzi, la loro passione e voglia di fare, mi hanno dato finalmente la possibilità di concretizzare questa idea. In realtà il grosso del lavoro è loro, io faccio più o meno da... chioccia (acquatica naturalmente), e ovviamente da redattore.

Ecco dunque Mare Mag. La Voce del Mare. L'inaugurazione è prevista per domenica 20 gennaio all'indirizzo www.maremag.it. Parleremo di biodiversità, oceanografia, conservazione, news, approfondimenti, ricerche, scoperte, letture e curiosità.

MareMag nasce come magazine indipendente. Non chiederemo finanziamenti pubblici (anche se prima o poi probabilmente la registreremo al Tribunale) e non ospiteremo nemmeno pubblicità. Le persone che collaboreranno lo faranno in maniera volontaria. Puntiamo a contenuti di qualità, e Mare Mag sarà anche un luogo di formazione in cui i redattori si metteranno in gioco e alla prova, ottenendo in cambio visibilità, e possibilità di esprimersi.

Anche voi, che state leggendo, se e quando vorrete aiutarci con contributi e articoli, le porte sono sempre aperte. Ci darete passione e contenuti, e noi visibilità e lettori appassionati. Scrivete a direzionemm[at]gmail.com se volete proporvi. Mettetevi in gioco!

In ogni caso, speriamo di avervi tra i nostri lettori.

A presto, su Mare Mag.

sabato 5 gennaio 2013

La finta marcia indietro sui cambiamenti climatici

Il prossimo report dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), cioè il gruppo di esperti internazionali che studiano e ci informano su tutto quanto è correlato ai cambiamenti climatici, è previsto per settembre 2013. L'ultimo era stato pubblicato nel 2007, e dunque l'attesa è comprensibilmente alta.
Ci saranno novità, rispetto a quanto previsto quasi 6 anni prima? E, visto che sarà quasi sicuramente così (la scienza è in continua evoluzione, quella che studia i fattori climatici ancora di più), saranno buone o cattive?

L'attesa dei risultati è, come dicevo, talmente alta che qualcosa, in rete, ovviamente, è già trapelato. E' stato infatti pubblicato online, il 13 dicembre scorso, senza autorizzazione, una prima bozza di lavoro del report. Il "colpevole" è Alec Rawls, un blogger americano. L'IPCC non l'ha presa bene, e invita a prendere con cautela le conclusioni di quella bozza, perché appunto si tratta di un work in progress.

La pubblicazione di quel draft ha scosso l'ambiente scientifico e ha fatto il giro del mondo. Perchè? Perchè conterrebbe alcuni "passi indietro" dell'IPCC riguardo a i cambiamenti climatici, che hanno ovviamente dato forza e vigore a tutti gli scettici che non credono nel riscaldamento globale, o almeno non credono che questo sia causato dall'uomo.
Quali sarebbero questi punti? Li leggo su New Scientist del 22 dicembre:
- la relazione tra le attività del Sole e i cambiamenti climatici sulla Terra sarebbero maggiori di quanto precedentemente considerato;
- nel 2007 si diceva che il fatto che il pianeta sarebbe stato colpito da più intensi fenomeni di siccità, era "probabile". Ora invece si afferma che i dati e le statistiche per "misurare" le siccità sono inaffidabili, e si citano lavori recenti che mostrano una diminuzione della durata e dell'intensità delle siccità;
- nel 2007 si parlava anche dei cicloni tropicali, affermando come fosse "probabile" un loro trend in aumento, dal 1970 a oggi. Il nuovo report dice invece che, sebbene l'intensità media dei cicloni tropicali sia destinata ad aumentare nei prossimi anni, i dati che mostravano il trend in aumento non sono poi così sicuri, e dunque non è detto che questo stia effettivamente avvenendo;
- è molto improbabile che la circolazione globale degli oceani e la corrente del Golfo collassino nei prossimi secoli. Nel 2007 si diceva che è "troppo presto per saperlo".

Insomma, tiriamo un sospiro di sollievo? E' tutto a posto col clima? Gli scettici avevano ragione? In realtà  e direi ovviamente, assolutamente no. Tutto ciò dimostra quanto chi si occupa di scienza sa già bene, e cioè che la risposte della scienza non sono mai definitive, ma le migliori possibili in base agli studi condotti e ai dati disponibili. Le conoscenze cambiano e si evolvono, si raffinano.

E infatti, e purtroppo, il report dell'IPCC, o almeno questa bozza troppo preventivamente "filtrata", non contiene solo più o meno deboli marce indietro. L'IPCC dice anche che gli ultimi 30, sono stati gli anni più caldi degli ultimi 800. Scopre che l'effetto "raffreddante", dovuto alla schermature che le sostanze inquinanti e le polveri che buttiamo in atmosfera, è meno efficace (del 40%!) di quanto si pensasse. Ci avvisa ancora che "una grande parte dei cambiamenti climatici è ormai irreversibile, sulla scala temporale umana".
E infine, mostra tutta la sua preoccupazione per gli scioglimento dei ghiacci artici. Come avrete letto (per esempio qui), l'estate del 2012 ha rappresentato il record assoluto. Domenica 16 settembre 2012 il ghiaccio sul mare del circolo glaciale artico, copriva solo il 24% della superficie totale dell'Oceano Artico (qui l'immagine dal satellite). Il precedente record era del 2007, con un valore del 29%. Secondo l'IPCC, nel 2100 ci sarà la prima estate di scioglimento totale dei ghiacci dell'Artico. Alcuni climatologi, più pessimisti, ritengono che questo avverrà addirittura nel 2050. Walt Meier, del National Snow and Ice Data Center, dice che "L'Artico è il condizionatore della Terra. Non si tratta solo dell'estinzione degli orsi polari o delle popolazioni di nativi che dovranno adattarsi a condizioni di vita molto differenti (cosa che stanno già iniziando a fare). Ci saranno effetti sul clima molto grandi".

Letture:
- Michael Marshall and Fred Pearce. Sceptics misuse leaked IPCC report. New Scientist, 22.12.12. Vol. 216 (2986/2987), pag. 8
- Blue Alert. New Scientist, 22.12.12. Vol. 216 (2986/2987), pag. 20

sabato 15 dicembre 2012

La plastica minaccia balenottere e squali elefante

Un mio articolo pubblicato su scienze-naturali.it:

Anche gli squali elefante, dopo le balenottere, minacciati dalla plastica in mare
Un mare sporco di plastica galleggiante è decisamente brutto da vedere. Ma gli effetti sulla salute e sulla vita degli abitanti del mare vanno ben oltre l’aspetto estetico, e le ricerche più recenti mostrano che le conseguenze di questa invasione di plastica possono essere notevoli e impreviste. Ne sono minacciate specie ... Leggi il resto...

Nota: questo articolo è nato da un tweet di un'amica che mi chiedeva cosa ne pensassi del fatto che le balenottere stavano, così dicevano le news, diventando ermafrodite (qui un esempio). Era ovviamente una stortura giornalistica, anche se la minaccia per i grandi filtratori, come leggerete, c'è davvero.

lunedì 19 novembre 2012

La Svizzera mi aspetta

Nel prossimo weekend, come già annunciato, sarò in Svizzera. Sarà un mini-tour fatto di due (forse tre) appuntamenti. Il terzo, la partecipazione a un programma radiofonico, che sarebbe lunedì 26 è in forse a causa di miei problemi familiari. Ma sabato e domenica sarò di sicuro prima a Lugano, e poi ad Ascona, per due incontri. Parlerò di "Jack il delfino" e racconterò il nostro Adriatico.

Devo dire che questi incontri, anche e soprattutto grazie all'infaticabile lavoro dell'organizzatrice, la mia amica Beatrice Jann, della Swiss Whale Society, stanno suscitando molta attenzione, ed è bello che dalla Svizzera mi chiedano tante informazioni e curiosità sul mio lavoro e sull'Adriatico.

A breve dovrebbe uscire un'intervista sul Corriere Ticino, mentre sabato scorso sono stato intervistato dalla RSI, la radio "nazionale" del Canton Ticino. Qui sotto potete ascoltare l'intervista.



Qui sotto le locandine dei due eventi.



lunedì 12 novembre 2012

Opo, la delfina dei bambini

Nel quarto capitolo del mio libro "Jack il delfino e altre storie di mare" racconto la storia di Opo, una delfina che a metà degli anni '50 era divenuta una vera attrazione turistica locale, per un piccolo paesino del Nuova Zelanda settentrionale.
Un amico mi ha segnalato su Google + questo documentario del 1956, dedicato a Opo. 
Una "chicca" tutta da godere.


martedì 6 novembre 2012

Delfini armati fino ai denti

Un mio articolo pubblicato su sottobosco.info:

Flipper diventa soldato. I delfini da caccia


Sebbene se ne parli da vent'anni ormai, l’utilizzo di delfini addestrati per combattere nelle guerre dell'uomo è invece più attuale che mai.
E non c'è nemmeno bisogno di andare tanto lontano. Il 5 ottobre scorso, un gruppo di delfini addestrati da un’unità speciale statunitense è arrivato in Adriatico, nei pressi di Tivat, in Montenegro. Per tutto il mese di ottobre questi animali hanno lavorato nella baia di Kotor ad un programma di esercitazioni... Leggi il resto...


mercoledì 24 ottobre 2012

Chi uccide i delfini adriatici?

Succedono strane cose in Adriatico. Ultimamente ci sono state segnalazioni di delfini trovati morti, uccisi da colpi di armi da fuoco, o mutilati della coda.
Ne ho parlato in un articolo sul quotidiano La Voce di Romagna di ieri.

Riporto qui il testo dell'articolo:

Killer di delfini in Adriatico? La possibilità che questi cetacei possono ancora essere vittime di uccisioni deliberate esiste tuttora. Lo riferisce un articolo pubblicato da "La Voce del Popolo" di Fiume raccontando la notizia del ritrovamento di un delfino portato dalle correnti sulla battigia della spiaggia Rivarella di Cittanova Si tratta di un esemplare adulto di 2,5 m e di quasi 300 kg di peso. Stando ai segni riscontrati sul corpo, il cetaceo potrebbe essere soffocato in una rete da pesca, una delle comuni passelere usate per la pesca della sogliola, ma ci sono possibilità che l'animale sia anche stato deliberatamente ucciso.
Abbiamo chiesto a Marco Affronte, naturalista studioso della fauna dell'Adriatico, un parere sul caso riferito dal giornale croato. "Purtroppo nell'articolo in questione non si capisce quali segni siano stati riscontrati sul corpo del delfino, tali da far sospettare una morte non naturale. È vero però, come riporta l'articolo stesso, che in autunno ritrovamenti di delfini con evidenti segni di terribili interazioni con l'uomo, sono purtroppo frequenti: stiamo parlando ad esempio di due delfini ritrovati con la coda mozzata, venerdì scorso [il 12 ottobre] in acque slovene. Oppure del delfino ritrovato il 14 settembre, spiaggiato sulle coste croate (laguna Zelena), con evidenti segni di colpi di arma da fuoco. Segnalazioni di delfini uccisi con armi da fuoco, si ritrovano in notiziari e quotidiani, anche gli anni precedenti, più o meno sempre nel periodo autunnale.
Probabilmente è proprio in questo periodo che diventa più frequente l'utilizzo delle reti da posta, come lo sono appunto le passelere. Le reti da posta si portano dietro conseguenze molto spiacevoli, per la loro natura, e per il modo in cui sono utilizzate. Queste reti non vengono trainate da una barca, ma vengono invece calate e poi lasciate sul posto per diverso tempo. Questo significa che possono accumulare molti animali e pesci intrappolati, pescando appunto per lunghi periodi. Questi animali morti o morenti, e comunque ovviamente incapace di fuggire, rappresentano un ghiotto bottino per molti predatori, compresi i delfini e le tartarughe. Se, mangiando questi pesci, un delfino rimane intrappolato nella rete, non ha scampo, ed è destinato ad annegare.
Spesso quindi il ritrovamento di delfini con la coda mozzata può avere due significati: il pescatore, per liberare la rete dalla carcassa del delfino può "tagliare via le sporgenze", come le pinne e appunto la coda, proprio per rendere più facile il lavoro di districamento della rete. La seconda possibilità, molto più tremenda, e che un delfino venga intenzionalmente catturato dai pescatori e venga mutilato in modo che, rigettato a morire in mare, comunichi ai compagni segnali di grave pericolo, tenendoli quindi lontani dalle reti (questa pratica barbara è per esempio ancora sporadicamente presente in Sardegna). Allo stesso modo è possibile che vengano sparati colpi d'arma da fuoco ai delfini, per allontanarli dalle reti o per fare in modo che la loro sofferenza tenga lontani gli altri.
Perché non c'è dubbio, purtroppo, che delfini possano danneggiare anche seriamente le reti, nel tentativo di sottrarre il pesce imprigionato.

Il problema di fondo resta il fatto che delfini e esseri umani competono per la stessa risorsa, e questo molto spesso ha portato a perpetrare danni notevoli a questi nostri "coinquilini" del mare. Per quanto attualmente amati e protetti, anche da leggi, è difficile sviluppare una coscienza etica e un rispetto da parte dei pescatori che comunque si vedono danneggiati economicamente per questi animali furbi e opportunisti. È un problema che risale a tempi antichi e che difficilmente avrà mai una definitiva conclusione."

mercoledì 12 settembre 2012

Presentazioni Jack il delfino

Fra qualche giorno, a Rimini, terrò le prime due presentazioni del nuovo libro. Se siete in zona avrei molto piacere di vedervi.

Il 23 settembre, alle ore 18,00, sarò alla "Lavanderia - Ricircolo di cervelli", in via Cavalieri 16

Il 25 settembre, alle ore 21,00, sarò al Circolo Velico Riminese, in via Destra del Porto 147

Se siete su Facebook, qui ci sono i due eventi:
https://www.facebook.com/events/439007266142583/
https://www.facebook.com/events/355884127833876/

L’EMOZIONANTE LEGAME TRA UOMINI E CETACEI
Leggenda della marineria da oltre un secolo, “timoniere” e “navigatore” espertissimo, il delfino Pelorus Jack fra otto e novecento guidava le navi nel pericoloso French Pass, lungo la frastagliata costa della Nuova Zelanda.
Parleremo di lui ma anche di Free Willy, del delfino Filippo, del "nostro" Andrea, della cucciola di balena J.J.
Storie vere in cui delfini, balene e orche diventano i protagonisti di vicende esaltanti e commoventi, che ci raccontano lo speciale, misterioso rapporto fra esseri umani e cetacei.

Vi aspetto!



lunedì 10 settembre 2012

SMS

- "Ciao. Ti farà piacere sapere che sabato alla libreria Mondadori di Cesenatico ho acquistato l'ultima copia che avevano, il libro è andato a ruba! Congratulazioni e di nuovo grazie."

- "Alla Libreria di Alice di Misano il libro è già finito!!!!!yeah!"

Ovviamente si parla di "Jack il delfino". A presto le prime presentazioni.