venerdì 9 maggio 2008

Delfini socievoli e... Fantozzi

Da qualche giorno sui quotidiani locali (vedi in fondo al post) si parla di questo delfino che, vicino a un allevamento di mitili al largo di Rimini, ha cominciato ad avvicinarsi ai sub della società Gian Neri di Rimini e a giocare con loro (guardate sotto i due video, davvero esplicativi).
Strane coincidenze. Sono alcuni mesi che per interesse personale e per un lavoro che sto preparando, studio il "fenomeno" dei delfini socievoli. I lone sociable sono quei delfini che si avvicinano a luoghi abitati dall'uomo e iniziano, spesso di loro iniziativa, a interagire con l'uomo.
Il fenomeno è ormai ben studiato, sebbene ancora con molti punti oscuri, e in un recente report sono stati contati, dal recente passato ad oggi, ben 91 casi di delfini solitari e socievoli.
Gli articoli su questo delfino vanno ad associarsi con quelli che parlano di un delfino che ormai da mesi interagisce con i pescatori nella zona dei vivai di cozze, verso Cesenatico (e il sospetto che sia lo stesso animale è ben forte).
Queste notizie mi hanno un po' preoccupato, perchè è facile che questi animali troppo confidenti diventino ben presto qualcosa di simile a un animale domestico. Spesso poi le conseguenze sono nefaste per il delfino stesso.
La Whale and Dolphin Conservation Society individua quattro fasi nella "storia" di questi animali:
Fase 1. Un delfino solitario arriva in una nuova area e vi si stabilisce. Generalmente quest’area offre abbondante cibo. Il delfino in genere esplora tutta la zona ma spesso sceglie poi un piccola porzione di spazio, in genere meno di un kilometro quadrato, che offre riparo e protezione. Se nell’area si svolgono attività umane, può essere che il delfino segua le imbarcazioni, spesso pescherecci, e che ispezioni gli attrezzi da pesca, ma ancora non approccia gli umani.
Fase 2. Il delfino è sempre più padrone di casa, nel senso che si abitua alla nuova sistemazione si trova a suo agio al suo interno. Può anche regolarmente seguire le imbarcazioni. La gente del luogo si accorge della presenza del delfino e tenta di avvicinarlo, magari nuotando o in immersione. Il delfino è incuriosito dalle persone ma ancora mantiene le distanze. Appaiono comportamenti correlati ad attività umane, come saltare sull’onda di prua delle barche (bow-riding), o esplorare anche con insistenza corde, catene e boe.
Fase 3. Anche la presenza degli esseri umani non è più troppo temuta e anzi in questa fase iniziano le interazioni vere e proprie con persone. Può essere anche solo una persona, o a volte più di una, che hanno col tempo cercato di fare abituare il delfino alla loro presenza. Questo processo può essere in qualche caso agevolato, se non proprio iniziato, dal delfino stesso. Queste prime interazioni comprendono lasciare che le persone possano toccare l’animale o che si avvicinino a lui in acqua, o magari nuotare fianco a fianco. L’animale pare anche reindirizzare buona parte delle sue attenzioni e curiosità verso il mondo al di sopra della superficie dell’acqua.
Fase 4. La presenza del delfino diventa di dominio pubblico, in genere supportata e esaltata dalla grancassa dei mezzi di comunicazione. Arriva gente da fuori per vedere il delfino e nuotare con lui. Il quale diventa una sorta di celebrità e una vera e propria attrazione turistica. In questa fase la situazione può degenerare, nel senso che modi di fare umani inappropriati e poco rispettosi della natura dell’animale, possono avere come risposta comportamenti pericolosi da parte del delfino, che può mostrare aggressività, forme di dominanza e anche comportamenti sessuali verso gli umani. Oppure, caso frequente, il delfino fa una brutta fine.

Torniamo al nostro delfino.
Sono stato contattato dai ragazzi del Gian Neri per uscire con loro a vedere il delfino e a giudicare la situazione. Ho spiegato loro che non credo sia una femmina, nè tanto meno gravida, come da loro ipotizzato. Gli ho anche detto che hanno fatto benissimo a mantenere la località di avvistamento segreta (ma la voce già correva veloce, ieri) e che a mio avviso avrebbero dovuto, prima o poi, smettere da andarci e lasciarlo libero di andarsene per i fatti suoi. Erano d'accordissimo ed erano già giunti alla stessa conclusione.
Siamo usciti ieri pomeriggio, siamo rimasti sul posto due ore ma, ed ecco dove torna fuori il mio Fantozzismo di questo periodo, il delfino non si è fatto vedere.
Meglio così, per la verità, significa che è ancora autonomo. Però lo avrei visto volentieri. In ogni caso siamo con le antenne ritte, e mi aspetto altri avvistamenti. Sotto trovate i video e la rassegna stampa.


1 commento:

  1. io penso che i delfini liberi vanno lasciati in pace... non credo sia un bene per loro socializzare con noi umani perchè ci son molte persone che purtroppo son poco informate e di sicuro vedendo un delfino libero che socializza, si metterebbero a lanciargli oggetti ed ad accarezzarlo perchè credono sia come i delfini nei delfinari...ma non è cosi...comunque speriamo che non accada ciò e che non faccia la fine del delfino filippo

    RispondiElimina

Lascia un commento